venerdì 7 luglio 2017

Fumetti al Ricetto 2017





























Avrei dovuto pubblicare questo post già da alcuni giorni, ma due settimane di pura follia la lavoro e un weekend a Stoccarda mi hanno fatto ritardare la pubblicazione.
Vi volevo parlare dell'evento Fumetti al Ricetto che si è tenuto a Ricetto di Candelo il 24-25 giungo scorso.

È l’ultima domenica di giugno, ultimo weekend di un mese all’insegna del caldo torrido.
Nonostante le temperature proibitive e il sole cocente, alle 13 ci mettiamo in macchina alla volta di Candelo (Bi), un piccolo comune conosciuto principalmente per il suo ricetto.



Il ricetto è una struttura fortificata, di origine medievale, situata all’interno di un paese, dove in origine si accumulavano i beni del signore locale o della popolazione (animali, foraggio, …) e, nel caso di attacchi, vi si rifugiava anche la popolazione.
A differenza di altri, analoghi ma ormai perduti che costellavano il Piemonte e il Biellese in particolare, il ricetto di Candelo è perfettamente conservato, avendo subito pochissimi rimaneggiamenti nel corso dei secoli.



È un esempio unico ed è uno dei meglio conservati d’Europa; è costruito quasi totalmente in ciottoli di fiume, comprese le stradine, chiamate rue, sulle quali è in effetti scomodo camminare. Anticamente le cellule, le unità abitative, erano utilizzate come cantina per la vinificazione e come essiccatoio per i prodotti agricoli. Tutt’oggi le cellule sono private ed in parte utilizzate per la conservazione del vino.



Inutile dire che questo monumento medievale è stupendo e consiglio a tutti di andare a visitarlo: è sempre aperto e vi si trovano numerose locande e osterie per una sosta; mi dicono poi che durante i mercatini di Natale il borgo sia magico.



Dal 2002 il ricetto fa parte dei Borghi più belli d’Italia, certificato ANCI, e dal 2007 è bandiera arancione del Touring Club Italiano.




Noi comunque ci siamo andati per un motivo ben preciso: l’evento Fumetti al Ricetto, al quale sono anni che lui vuole andare ma che è sempre saltato causa maltempo. Quest’anno no: il cielo è sereno e splende il sole. Persino troppo, forse, e il caldo ci fa desistere dal metterci in cosplay; un vero peccato perché c’è un’ampia zona a tema Game of Thrones, con tanto di trono di spade su cui fare le foto, e io avrei voluto sfoggiare il mio costume di Daenerys; ma all’idea di mettermi la parrucca stavo già male, quindi ho rinunciato e … tutti in borghese!!



E il bello degli eventi così piccoli è che c’erano un sacco di cosplayer che conosco, quasi tutti in borghese per via del caldo, con i quali abbiamo potuto chiacchierare tranquillamente, gironzolare per il borgo e, ovviamente, assistere alla gara cosplay. Perché se di Fiera del Fumetto si parla, non può mancare la gara, organizzata per l’occasione dai Moguwork.
Peccato solo che i partecipanti fossero pochi, perché come in tutte le gare da loro organizzate, i premi erano decisamente interessanti: addirittura un viaggio a Parigi per il Japan Expo. Non male davvero!

Se posso permettermi, consiglierei vivamente di riorganizzare la fiera in un periodo meno torrido, magari ad aprile, oppure ottobre, per permettere ai cosplayer di partecipare con costumi e armature troppo impegnativi per le temperature di fine giugno.


Per quanto riguarda noi, il borgo ci ha conquistati e torneremo sicuramente in autunno o primavera per scattare qualche foto a tema medievale, pertanto se passaste di lì non preoccupatevi di incontrare qualcuno vestito strano! XD


Foto by Persephone Grey
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mercoledì 14 giugno 2017

Cosplay, flame e stupidità: my 2 cents



Antefatto: questo è un post scritto di getto, con quello che mi passa per la testa ultimamente. Perdonate la sintassi a volte troppo colloquiale e il lessico sicuramente non all’altezza dei miei post consueti.

Sono entrata nel mondo del cosplay da relativamente poco tempo rispetto alla maggior parte delle persone che ho conosciuto: poco più di un anno e mezzo fa, all’iComix del Novembre 2015, ho partecipato alla mia prima fiera da cosplayer e non da semplice visitatrice in borghese. Ero stata ad un paio di eventi in precedenza (Galliate Comix e Games Week 2015),grazie ai quali ho scoperto un mondo divertente, dove conoscere persone nuove, nerd come me, un mondo del quale ho voluto fare parte attivamente.

Tutto questa premessa per dire che ho iniziato a fare cosplay perché mi piace e continuerò a farlo perché mi diverto e perché ho conosciuto finora molta gente carina, simpatica, socievole. Amo fare la scema in fiera, fermarmi a fare foto, chiederne io ad altri, senza mai prendermi sul serio, perché no, non riesco a prendermi sul serio vestita da Pollon o con una mascherina nera sugli occhi.




E allora, perché questo post? Perché ultimamente vedo sui social una proliferazione assurda di flame, insulti, discussioni inutili che non mi sta piacendo affatto. Vedo un netto contrasto tra l’atmosfera che si respira in fiera e quello che leggo sui social. È vero, internet è pieno di troll e leoni da tastiera da prima che comparissero facebook & Co, ma ultimamente mi pare che la cosa stia sfuggendo di mano.
Vedo post creati appositamente per provocare un flame, cosplayer che prendono per il culo altri cosplayer o chi non fa parte di questo mondo per motivazioni non meglio precisate, persone che si arrogano il diritto di criticare e pretendono di dire chi può fare o non fare cosa.

BASTA!

Credo sia il caso di fare tutti quanti un passo indietro, rivedere le nostre priorità e l’atteggiamento che abbiamo nei confronti degli altri.

IL COSPLAY E’ UN PASSATEMPO, NON UN LAVORO. Forse qualcuno riesce a viverci, ma per la maggior parte di noi è e rimarrà un passatempo. Facciamocene una ragione, una volta per tutte! E in quanto passatempo va affrontato come tale; invece aprendo i vari gruppi facebook dedicati non trovo altro che rivalità, lamentele perché non si è stati premiati ad una gara o perché in giuria c’è quel cosplayer piuttosto che un altro … ma perché? Perché inacidirsi il sangue quando si potrebbe tranquillamente andare tutti d’amore e d’accordo? 



Ricordiamoci che essere famosi nel cosplay non significa nulla. Non si è FAMOSI, si è CONOSCIUTI NELL’AMBIENTE. C’è una grossa differenza. Nessun cosplayer verrà chiamato per essere intervistato dalla D’Urso o da Mentana; nessuno, per quanto conosciuto in ambito cosplay, verrà fermato per strada, nessuno di noi diventerà FAMOSO. Tutti continueremo a recarci al supermercato senza problemi. Fidatevi, sarà così.

Proprio per questo nel mondo del cosplay c’è spazio per tutti e ognuno di noi può diventare più o meno CONOSCIUTO (non famoso) per le sue capacità: chi è un ottimo costumista, chi un make up artist con i controfiocchi, chi è bravo a costruire armature, chi è particolarmente somigliante ad un personaggio … insomma ognuno può trovare la propria strada, farsi conoscere e apprezzare, senza per questo denigrare quella degli altri. 



Per quanto mi riguarda credo che l’unica cosa che so fare davvero bene sia scrivere, e quindi ho ripreso in mano questo blog ed eccomi qui. Ci guadagnerò? Non credo proprio… ma non è questo il mio obiettivo. Sento di avere delle cose da dire e mi sono creata questo spazio per farlo. Vi romperò le scatole spammandovi questo blog in tutte le salse? OVVIAMENTE! Mi arrabbierò se qualcun altro ne dovesse aprire uno? CERTO CHE NO! 
Perché dovrei?


Basta criticare, basta accanirsi gli uni contro gli altri! 
Rispettiamoci e rispettiamo le scelte altrui. Ad esempio io non amo i cosplay gratuitamente nudi, come i mashup di Slave Leia + qualsiasi altro personaggio a scelta (in realtà non amo i mahup in generale ma questa è un’altra storia …), ma di sicuro non vado ad inveire su facebook contro le ragazze che lo fanno. Scelta loro, punto. Io preferisco un cosplay più fedele all’originale quindi mi atterrò a questa mia scelta, ma è una decisione mia personale. 

Il fatto che non mi piaccia l’idea di un tipo di costume, non mi autorizza a screditare pubblicamente chi lo fa

Come nessuno dovrebbe sentirsi autorizzato a screditare chicchessia solo perché fa l’ennesimo cosplay di Harley Quinn o di Elsa, perché fa una versione alternativa di un personaggio, perché fa crossplay, perché fa una versione genderbend, perché il cosplay non è perfetto nei minimi particolari, perché … (aggiungeteci quello che volete). IL COSPLAY E’ UN PASSATEMPO! E se vogliamo anche una forma d’arte, e come tale ognuno sceglie l’espressione che meglio lo rappresenta.



Idem per il discorso Patreon; nemmeno io condivido l’idea di vendere le mie foto, soprattutto senza veli, ma non per questo mi sento libera di definire “cagna” chi lo fa. Alcune ragazze vogliono vendere le loro foto? Libere di farlo. Se ci guadagnano meglio per loro. Io non ho nessun interesse a screditarle, tanto che a me non ne viene in tasca nulla. Posso dire che è una cosa che io non farei, ma io sono io, non sono loro.

Altro tormentone che mi ha dato molto fastidio ultimamente è il prendere in giro chi non conosce il cosplay e lo guarda con ignoranza e pregiudizio. Non è comportandosi in questo modo che si avvicinano le persone al cosplay; non è prendendole in giro o trattandole con superiorità che possiamo vincere i loro pregiudizi e invogliarli ad interessarsi a noi e a capire di più ciò che facciamo. Trattiamo gli “esterni” con rispetto, spiegando loro che non è una cosa stupida, ma che è un ambiente sano, divertente, stimolante. 

Però poi creiamolo questo mondo che vogliamo far conoscere agli altri!



A costo di sembrare retorica vi dirò: c'è già tanta bruttezza a questo mondo, tante occasioni per far sentire le persone inappropriate (vi rimando, a proposito, al mio articolo sul Blue Whale nel Bosone), necessità di creare delle challenge per provare a sentirsi felici; noi abbiamo la possibilità di giocare e divertirci con i nostri personaggi preferiti, di tornare bambini anche solo per qualche ora.

Non roviniamo tutto con la stupidità.

PS: tutte le foto in questo post sono VOLUTAMENTE brutte foto, prese da facebook e per lo più fatte con il cellulare. questo perché ritengo che siano quelle che incarnano meglio ciò che io penso debba essere lo spirito di una fiera. non me ne vogliano le persone immortalate, ma siamo più belli così!   
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martedì 30 maggio 2017

Epices and Love



La maggior parte delle persone che conosco sognano di visitare i paesi del Nord Europa, le città di Londra, Berlino, Amsterdam. Paesi anglosassoni o germanici che hanno di sicuro un grande appeal per storia e tradizioni, ma che su di me, a parte qualche rara eccezione, non hanno un particolare effetto.
Io ho sempre nutrito interesse verso i paesi del mediterraneo e del mondo arabo, affascinata dalla loro cultura e dall’arte, così particolari e ricche.
Nella mia mente al freddo, grigio e austero nord Europa ho sempre preferito gli assolati, caldi e caotici paesi dell’area magrebina o mediorientale.
Alla nebbia di Londra preferirei il caldo di Granada, ad una birreria di Monaco di Baviera un Riad di Marrakesh, a Stonenge preferisco la città di Petra, in Giordania.
Sono paesi difficili quelli appartenenti al mondo arabo, ora più che mai, ma non bisogna dimenticare che sono stati luoghi culla di una civiltà ricca e raffinata, le cui propaggini arrivano fino all’Europa, in Andalusia e, sotto certi aspetti, anche in Sicilia.

Amando così tanto il mondo arabo e in generale il bacino del Mediterraneo, pur avendolo visitato troppo poco, ho una passione viscerale per le spezie. Quei profumi e sapori, intensi, avvolgenti, penetranti.
Non mi bastano mai, ne comprerei in continuazione e, grazie al fatto che se conservate ben chiuse si mantengono a lungo, ne compro quantità spropositate ogni volta che ne ho l’occasione: in Grecia ho comprato un mix di Origano e Timo di Kalymnos; al mercato della Boqueria a Barcellona ho acquistato dei misti per pollo e verdure, in Sicilia l’origano di Erice. Ogni anno poi, durante la fiera dell’artigianato, ne faccio sempre una bella scorta allo stand di Epices and Love, nella zona francese. L’anno scorso poi ho comprato anche dei misti piccanti in uno stand calabrese …
Insomma, come mi ha detto tempo fa un amico, ho talmente tante spezie che nel 1400 mi ci sarei comprata uno stato!

E se si parla di spezie, non posso certo dimenticare l’India, con i suoi sapori particolari, quei profumi e i piatti così caratteristici. Non sono mai stata in India ma un viaggio lì lo vorrei fare, prima o poi.

Visto che tra le cose che mi riesce meglio fare, una di queste è cucinare, amo sperimentare ricette dal gusto esotico; volevo quindi proporvene due che ricordano molto i paesi magrebini e l’India: un pollo al curry e un cous cous con pollo e verdure.
Lui è stato, ovviamente, obbligato ad assaggiarle entrambe, e devo dire che ne è stato entusiasta!
Per quanto riguarda il curry ho utilizzato quello in vendita nei supermercati, niente di particolare. Invece il masala piccante e le spezie per la tajine le ho prese alla scorsa fiera dell’artigianato.
Però si possono acquistare tranquillamente online.
La cosa divertente di queste due ricette è che le ho preparate praticamente insieme: avevo invitato un’amica a cena il sabato sera, avendole promesso il mio mitico cous cous; con la carne avanzata e la verdura, ho poi quasi improvvisato il pollo al curry la domenica sera, di ritorno da una fiera. Ovviamente la verdura può essere sostituita da altra a vostra scelta.

Pollo al curry con riso e verdure stufate con masala piccante

Dosi per due persone, però abbondanti perché quando l’ho preparato a pranzo non avevamo mangiato niente:
300g di riso (l’ideale sarebbe il basmati, ma io ho usato un normale riso roma)
200g di petto di pollo (non importa se intero o a fettine)
Mezzo peperone giallo e mezzo rosso
Mezza cipolla
Una zucchina grande o due piccole
Una costa di sedano
Tre o quattro pomodori ramati
Farina
Curry
Masala piccante
Sale
Olio

Per prima cosa mettete a bollire l’acqua per il riso; non dovete metterne troppa, perché poi farete una specie di cottura basmati.
Quando bolle, salate e buttate il riso. Il riso cuocendo dovrà assorbire la maggior parte dell’acqua in modo che l’amido non venga lavato via quando lo scolerete; in questo modo resterà più cremoso e saporito e non avrà l’aspetto slavato del riso bollito da ospedale o da mensa aziendale.
Affettate le verdure a pezzetti piuttosto piccoli quindi in un wok mettete un pochino d’olio (ne basta davvero poco) e fateci rosolare la cipolla; aggiungete poi in sequenza il peperone, le zucchine e il sedano. Fate rosolare tutto per bene quindi aggiungete un po’ d’acqua di cottura del riso. Lasciate cuocere cinque minuti quindi aggiungete i pomodori. Al termine della cottura aggiustate di sale e aggiungete un cucchiaino di masala piccante; quanto dipende da voi e da quanto è piccante il masala. Io ne ho messo un cucchiaino da caffè scarso perché non volevo esagerare con i sapori avendo già il curry sul pollo.
Nel frattempo tagliate a tocchetti il pollo; a parte preparate della farina miscelata con il curry, quanto dipende sempre dal vostro gusto; infarinate i tocchetti di pollo con questa miscela di farina e curry e metteteli in una padella con un filo di olio, quando sono rosolati bagnateli con un po’ d’acqua di cottura del riso, aggiungete un po’ del misto di farina e curry e abbassate la fiamma. La farina e l’amido del riso contribuiranno a creare una salsina cremosa nella padella, mentre il pollo finisce di cuocere.
Quando è tutto cotto prendete due piatti grandi e disponete separatamente il riso bollito e scolato, le verdure e il pollo.

Se ne avete voglia potete accompagnarlo con un vino bianco fruttato servito fresco

Cous Cous con pollo e verdure

Dosi per due persone
200 g di cous cous medio
200g di petto di pollo (non importa se intero o a fettine)
Mezzo peperone giallo e mezzo rosso
Mezza cipolla
Una zucchina grande o due piccole
Una costa di sedano
Un broccolo
Tre o quattro pomodori ramati
Farina
Spezie per la Tajine
Olio
Sale

Mettere a bollire l’acqua per il cous cous, che vi servirà anche per mantenere bagnate le verdure, quindi abbondate. Quando bolle salatela e abbassate la fiamma in modo che si mantenga calda.
A parte affettate la cipolla e il broccolo e metteteli in un wok con olio e iniziate la cottura. È importante che le cimette di broccolo siano tagliate a tocchetti molto piccoli, altrimenti rimarranno troppo duri.
A parte preparate della farina miscelata con le spezie per la tajine, quanto dipende sempre dal vostro gusto; infarinate i tocchetti di pollo con questa miscela e aggiungeteli ai broccoli.
Fate rosolare bene i tutto, quindi aggiungete tutte le altre verdure tagliate a tocchetti. Bagnate abbondantemente con l’acqua che avevate messo a bollire nel frattempo e lasciate cuocere con un coperchio.
Quando le verdure e il pollo sono cotti aggiustate di sale e, se volete, potete aggiungere ancora un cucchiaino di spezie, o addirittura la miscela di farina e spezie, avendo cura di mescolare bene.
In una ciotola mettete il cous cous medio e copritelo con l’acqua bollente seconodo le indicazioni riportate sulla confezione, aggiungete un filo d’olio d’oliva e lasciate riposare fino a quando l’acqua non sarà stata completamente assorbita.
A questo punto a me piace aggiungerlo al condimento, mischiarli bene e solo dopo servirlo nei piatti, ma potete anche servire cous cous e condimento separatamente.

L’abbiamo accompagnato con un vino rosso fresco e frizzante.

Buon appetito!


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lunedì 22 maggio 2017

Novegro Spring Edition 2017


È lunedì sera e sono seduta davanti al PC con gli occhi stanchi di chi avrebbe voluto andare a dormire un’ora fa, eppure sono solo le 21.30.
Nonostante la stanchezza generale che mi ha accompagnata per tutta la giornata, una sensazione di leggerezza mentale mi ha fatto affrontare questo lunedì meglio di tante altre settimane.
No, non sono reduce da una notte brava in discoteca, a suon di caipirinha e “Pacito Pacito”, anche perché ormai dopo una serata così impiego tre giorni per riprendermi! L’età avanza, purtroppo …
Il motivo della mia stanchezza è che lo scorso weekend a Novegro si è svolto il Festival delFumetto Spring Edition e io ho partecipato entrambi i giorni.
Vi avevo già parlato qui dell’edizione invernale, che si svolge nello stesso polo fieristico esattamente nei medesimi spazi; l’unica differenza è stata il clima: sole e caldo hanno permesso ai partecipanti di invadere il parco alla ricerca delle zone d’ombra più fresche e di un po' di venticello.
In ogni non starò ad annoiarvi con inutili descrizioni, e vi rimando a quel post per la descrizione della fiera.
Voglio raccontarvi invece di come io ho vissuto la fiera e del perché sono state due giornate intense, stancanti, ma ricche di risate, amici e cose belle!



 Il sabato per me è stato una novità, non perché non sia mai stata in fiera il sabato, ma perché invece di essere in cosplay ho portato la mia fidata Canon e ho girato la fiera in veste di fotografa. Lui infatti era con il gruppo di Once Upon a Time Cosplay Italia, nei bullissimi (sì ho scritto proprio bullissimi, non c'è nessun errore di battitura!) panni di Mr Hyde, mentre io non ho un cosplay di quella serie. E mentre Lui trascorreva la giornata allo stand, io giravo per il parco ad importunare gente!
Devo dire che è stata un’ottima occasione per mettere alla prova le mie (scarse) capacità di fotografa e per conoscere un po’ di persone nuove; e visto che il blog è mio e posso scrivere quello che mi pare (eheheh) ne approfitto anzi per ringraziare tutti i cosplayer che si sono prestati ai miei esperimenti di fotografia, con i quali ho potuto scambiare qualche parola, complimenti reciproci e consigli; sono stati tutti estremamente gentili e disponibili, anche quando li ho fatti posare in pieno sole, alle tre del pomeriggio, dentro costumi non proprio estivi. Sono una brutta persona, lo so! XD

Iniziamo con le menzioni d'ordinanza; numero uno, i ragazzi di Once Upon a Time Cosplay Italia, che mi hanno lasciata bazzicare nello stand nonostante io non fossi in cosplay e non faccia parte del loro gruppo: sono sempre molto gentili e disponibili e l’esibizione che hanno fatto sul palco è stata meravigliosa!



Menzione, per motivi analoghi, anche per i ragazzi presenti allo stand di Heroes Squad, stand duplice che comprendeva personaggi dell'universo CW da un lato e Xmen dall'altro; anche loro sono sempre carini e simpatici, disponibilissimi per una foto, due parole e una risata, oltre che ottimi cosplayer.




Tutto quello che ruota attorno al mondo cosplay (stand tematici, esibizioni, gare, ospiti …) è gestito da EPICOS, un’organizzazione che si occupa, nell’ambito delle fiere del fumetto, della direzione artistica di palco, di creare e gestire l’intrattenimento delle aree tematiche e dell’organizzazione dei cosplay contest.
Sabato era la volta del World Cosplay Fighting, ovvero un contest del tutto dedicato ai cosplay dei videogiochi picchiaduro.
Domenica invece era dedicata al contest classico, anticipato dal concerto di Sunymao e dalle esibizioni di vari gruppi a tema.
Io non ho partecipato, un po’ perché non avevo voglia di passare tutta la giornata dietro al palco come a Cartoomics e un po’ perché ho portato un nuovo cosplay per il quale non avevo nulla di preparato:
per fare gruppo XMen con Lui e Alice, ho preparato Domino (potete ammirare qui sotto una foto scattatami da Il Mattia Lunardi)
Ebbene sì, ho portato fuori le ragazze! XD
Ho bighellonato tutto il giorno nel parco perché vestita com'ero non riuscivo proprio a rimanere dentro nei padiglioni, dove il caldo era a volte soffocante (io e le mie idee di portare certi cosplay quando fa caldo ...)



Novegro ha i suoi pro e i suoi contro, ma bisogna esserci!
Purtroppo non sono riuscita a incontrare tutte le persone che avrei voluto, e anche con chi ho trovato spesso non ho scambiato più di due parole, e me ne rammarico.
Però ho conosciuto moltissime persone nuove e, in barba a tutti i flame che stanno animando i gruppi di cosplayer sui social network, devo dire di aver incontrato solo belle persone, gentili, disponibili, simpatiche, magari un po’ di fretta, magari impegnate, ma anche io lo sono stata a volte.
Perché Novegro è così, nel bene e nel male: grande, caotica, incasinata; rumorosa e piena di gente; non fai in tempo a salutare una persona che qualcun altro accanto passa via, e vorresti fermarlo ma non ci riesci; a volte per riuscire a scambiare almeno un saluto o una foto con una persona amica, tralasci inevitabilmente qualcun altro.
Ciò che comunque conta è divertirsi, trascorrere un piacevole weekend e tornare a casa stanchi ma con il sorriso, consapevoli che, anche se ci travestiamo da supereroi, non salviamo il mondo; però possiamo sempre strappare un sorriso a un bambino, che ricorderà di aver stretto la mano al suo personaggio preferito, e forse il mondo lo salviamo un po' così.




Ph. Persephone Grey, Il Mattia Lunardi
Cosplayer: Cinzia Torraco, Giulia Silente Cosplay, J-Cube Weapons, Persephone Grey, Monnie Night
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mercoledì 17 maggio 2017

Milano Comics&Games



Maggio non dà tregua ai cosplayer: con un evento ogni weekend, spesso due, è complicato tenere il passo. La scorsa domenica la scelta era tra Milano Comics&Games a Malpensa Fiere e l’evento Un Viaggio nella Terra di Mezzo al Castello di Galliate.
Non avendo cosplay a tema Tolkeniano, io e Lui abbiamo optato per il Milano Comics and Games, lasciando agli altri Sindacati l’incombenza di presenziare a Galliate.
Il Sindacato è ovunque, #sapevatelo!
Ok, torniamo seri e in mood da recensione: l’evento organizzato da Fiere del Fumetto in collaborazione con i BHC, si è svolto nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 presso il polo fieristico di Malpensa Fiere, a Busto Arsizio.
L’ex Milano Anime è una fiera che è cresciuta nel corso delle edizioni, diventando sempre più importante nel panorama delle fiere cosplay nel nord Italia. Anche grazie ai BHC che si occupano di tutto quello che è stand e cosplay, dagli ospiti alle gare, Milano Comics and Games si sta imponendo come un evento irrinunciabile per tutti i cosplayer che gravitano nella zona Milanese e non. I premi dei cosplay contest sono sempre golosi e gli ospiti interessanti; ho assistito al concerto delle Cosplay Singers, interamente dedicato alle Mermaid Melody, e anche se sono, ahimè, troppo vecchia per aver seguito le Principesse Sirene, mi sono divertita perché le tre ragazze sono davvero brave!
In virtù di tutto ciò, il numero dei partecipanti è stato decisamente elevato, nonostante il prossimo weekend ci sarà un evento importante come la fiera di Novegro.



Visto l’improvviso caldo africano del weekend, io ho riesumato dall’armadio l’abito di Pollon, fresco e poco impegnativo, ma sempre d’effetto; Lui ha deciso di presenziare in veste di fotografo visto che non gli capita spesso preferendo di gran lunga essere in cosplay; tutte le foto presenti in questo post sono sue!
Dicevamo la fiera è carina, sempre più grande e ricca di stand: rispetto a settembre dello scorso anno ho trovato molto più fornita l’area food. (sì lo so che parlo sempre di cibo, ma sono una donna affamata! XD) e anche l’area degli stand più varia e interessante.
Citazioni d’obbligo:

  • La Tana dell’Elfo, immancabile sosta per un’ottima birra, dove riesco sempre a trovare una rossa o una brown, e per me che detesto le birre chiare è un plus inimmaginabile.
  • La Gazzetta del Cosplay, dove sono sempre gentilissimi e disponibili (prima o poi lo compro il manuale per il worbla, promesso!)
  • Sacadranca Shop dove Lui ha acquistato un paio di lenti a contatto azzurre; la ragazza è stata davvero gentile e paziente nonostante fossero le 17.00 della domenica e probabilmente non vedeva l’ora di andarsene a casa


Al momento ho scritto solo cose belle, ma è possibile che un evento abbia solo lati positivi? No, quindi dopo le gioie ecco i dolori … zan zan zaaaan!!!
La location: mi spiace ma a me Malpensa Fiere non piace, non riesco proprio a trovare qualcosa di positivo in questo polo fieristico. L’area esterna è poca e bruttina: un prato sintetico completamente assolato non è l’ideale né per fare foto né per “campeggiare”, soprattutto in una giornata calda come quella di domenica; l’unica zona bellina è quella attorno alla fontana, ed è, ovviamente, presa d’assalto da fotografi e cosplayer. All’interno della struttura fa sempre un caldo soffocante e se sudavo io con il costume di Pollon, non oso immaginare gli altri cosplayer. Considerando che le due edizioni del Milano Comics&Games si svolgono a maggio e settembre sarebbe bene tenerne conto.
Inoltre gli spazi a disposizione rendono il tutto un po’ labirintico e dispersivo.
Forse perché il padiglione più grande era occupato dalla fiera dell’elettronica, e anche qui avrei da ridire sull’organizzare fiere del fumetto in concomitanza con altri eventi; lo so che in questo modo si ottimizzano i costi ma … boh, la cosa mi convince molto poco.
Mi auguro davvero che il Milano Comics diventi sufficientemente importante da occupare da sola la maggior parte del polo, così da poter gestire meglio gli spazi.



Nota di merito invece per l’aera palco: l’idea di organizzarla in una sala conferenze è, secondo me, vincente; il palco illuminato e la platea in penombra valorizzano chi si esibisce, che siano ospiti o i cosplayer in gara. Inoltre l’acustica è decisamente migliore e chi vuole godersi la gara può rimanere comodamente seduto per tutto il tempo. Davanti c’è una saletta che viene adibita a set fotografico e poco distante un’altra sala con ampie vetrate, ottimo spazio per ulteriori foto.
What else?
Peccato solo che quest’area rimanga un po’ defilata rispetto al resto della fiera e che quindi i cosplayer rimangano per lo più lì, ma la sala conferenze è lì, quindi l’organizzazione può fare poco. Però c’è l’aria condizionata!
Non posso dire nulla riguardo l'area youtuber poiché non ci sono stata, preferendo rimanere tra i cosplayer.

Che altro dire?
Che ci vediamo a settembre al Milano Comics&Games.

E intanto pensiamo a Novegro!

Ph. credits: Von Drake Creations
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venerdì 5 maggio 2017

Rock Inn Comics, ovvero evviva le fiere piccole!!



Primavera, tempo di fiere all’aperto.
Primavera si fa per dire, visti gli ultimi sviluppi metereologici, che sembrano averci improvvisamente riportato a novembre. Novembre, esci da questo maggio!!!
Comunque, in un weekend graziato dalle piogge, il 29 e 30 aprile si è tenuta a Somma Lombardo l’edizione 2017, la terza per l’esattezza, del Rock In Comics, evento organizzato dall'associazione no profit Rock Inn Somma e curato dai BHC per quanto riguarda la parte cosplay.
La fiera è piccola ma sempre molto carina anche per via della location: un piccolo parchetto con villa annessa, circondato da un muro pieno di murales che offrono uno sfondo notevole soprattutto per i cosplay più urban. Peccato solo che quest’anno, come l’anno scorso, non facesse proprio caldissimo, anzi …


Noi del Sindacato, ci siamo stati solo domenica, anche perché io il sabato ero di rientro dalla mia mini-vacanza a Venezia di cui vi parlerò in un altro post prossimamente. Dicevamo, non so come fosse la fiera sabato, ma domenica era presente un discreto numero di persone, tra cosplayer, fotografi e semplici curiosi e appassionati. L’atmosfera che si respirava era estremamente rilassata e amichevole, come non avviene spesso nelle fiere più grosse.
Poco numerosi gli stand presenti, ma tutti decisamente interessanti: da chi vendeva abiti medioevali per cosplay, rievocazioni e LARP (bellissimi tra l’altro), allo stand con il merchandising relativo alla saga di Harry Potter; dallo stand de La Gazzetta del Cosplay, che vendeva fogli di worbla e foam e i loro manuali d’uso, al banco con uova di drago home made.



Come sempre ben fornito il reparto birra e cibarie, comprese crepe e zucchero filato, oltre alle immancabili patatine e panini variamente luridi. Solo l'appuntamento dalla dietologa tra meno di un mese e il fatto che il mio costume inizi ad andarmi largo mi ha trattenuta dallo strafogarmi di cibo.
Molti anche gli autori che presentavano le loro opere. Mi permetto di citare quelli con cui mi sono soffermata a parlare per qualche minuto: Pamela Williams, che presentava il suo libro “I Baroni del cielo” (l’ho acquistato, vi farò sapere …); Michela Ravasio, autrice di Uprising, che pur non avendo acquistato il libro, mi ha regalato un segnalibro; e Marika Michelazzi (Nightfall in middle ART) che presentava il suo webcomic Chiantishire dedicato agli dei dell'Olimpo.
I cosplayer erano numerosi e tutti con costumi di elevato livello, come potete vedere nelle foto che ho messo a corredo dell’articolo. Forse perché i premi del cosplay contest erano parecchio golosi: niente meno che la console Nintendo Swich, la Nintendo Mini,una action figure di Assassin's Creed e molti trofei! Niente male davvero per una fiera gratuita!
Io ho portato Daenerys in coppia con una rossa Melisandre; Lui invece vestiva i panni di Nathan Drake, l’avventuriero più piacione del mondo videoludico.


Non c’è molto altro da aggiungere, se non che a volte le fiere più piccole regalano maggiori soddisfazioni di quelle grandi e blasonate: l’atmosfera rilassata anche nel backstage della gara (sì, ho fatto la gara! Trascinata a forza dalla rossa Giulia, presentatrice del contest non che mia cara amica), e infatti ho potuto conoscere un paio di ragazze veramente simpatiche e brave; i tanti amici che abbiamo rivisto e con i quali è stato possibile scambiare più di qualche parola frettolosa, come accade ad esempio a Novegro; i fotografi che possono dedicare un po’ più di tempo ai cosplayer presenti e instaurare anche qualche rapporto di collaborazione.
Insomma, evviva le fiere piccole, soprattutto se così ben organizzate!



Ph Credits: Il Mattia Lunardi (foto 1,2,3), Vincenzo Coglitore (foto 4), Luna Paleologo (foto 5)
Cosplayer: Aleuusha, Giulia Meli, Luna Paleologo, Nicholay Von Drake, Persephone Grey
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martedì 25 aprile 2017

Acciobooks: il portale per lo scambio di libri



Da lettrice compulsiva quale sono, vado sempre alla ricerca di libri. Dal momento che le spese sono tante e i soldi per gli extra mai abbastanza, tutte le occasioni che mi permettono di ottenere un buon libro ad un prezzo vantaggioso sono sempre ben accette.

Questa è senza dubbio una delle motivazioni che mi hanno portata a scegliere il supporto digitale cinque anni fa; non l’unica, ma di sicuro una delle principali (magari più avanti scriverò un post ad hoc sulla scelta di passare dal supporto cartaceo all’ebook reader).
Inoltre mi sono recentemente posta il problema di quale destino dare ai miei libri cartacei già letti, che al momento giacciono alla rinfusa su uno scaffale dell’armadio a muro nella mia stanza, totalmente inutilizzati e pieni di polvere. Sinceramente mi dispiace un sacco vederli così e stavo meditando su come potergli dare una nuova vita.

Poi finalmente un giorno ho avuto l’illuminazione.
Leggevo un post sul blog L’Angolo dei Libri [inserisci link] e ho scoperto Acciobooks, una rivelazione! Acciobooks non è altro che un sito di scambio/vendita libri, ma principalmente scambio, dove tramite un motore di ricerca la persona che cerca un determinato libro viene messa in contatto con una persona che lo possiede e lo vuole cedere.
La filosofia del sito è essenzialmente quella della libera circolazione dell’arte e della cultura: i libri devono essere liberi di viaggiare di mano in mano, di lettore in lettore, permettendo così alle parole scritte di arricchire quante più persone possibili. Perché, secondo il sito, i libri salvano la vita, permettendo l’evasione dalla quotidianità.
Nell’era del digitale, dove ogni informazione è disponibile in rete e dove la cultura è, potenzialmente, davvero accessibile a tutti, ha un che di poetico questa visione del libro cartaceo che viaggia in tutta Italia di città in città.
E non me ne vogliano gli autori e gli editori, ma lo scambio di libri ha sicuramente anche un indubbio vantaggio economico: nella teoria acquistando un solo libro si potrebbe leggere per tutta la vita.
Nella teoria ho scritto, perché nella realtà non è proprio così.

Ma entriamo nel dettaglio di come funziona AccioBooks: innanzi tutto è necessario registrarsi mediante un indirizzo email valido e una password; una volta fatto questo si può accedere al proprio profilo e, tramite un semplice motore di ricerca, caricare nella propria libreria l’elenco dei libri che si vogliono liberare, indicando se si vogliono scambiare o vendere e lo stato in cui si trova il libro.
Una volta caricati i propri libri potete navigare nel sito, che come avrete potuto capire non è altro che un grande data base: inserite nel motore di ricerca il titolo o l’autore del libro che state cercando … et voilà, vi viene mostrato chi possiede quel libro e lo vuole scambiare o vendere.
Cliccando sull’utente e poi sulla stringa sotto l’immagine del libro invierete una email al proprietario dove vi dichiarate interessati a scambiare o comprare il libro. Attenzione! La stringa blu riguarda lo scambio, quella verde riguarda la vendita. nella foto qui sotto potete vedere il mio profilo; non c'è la stringa verde della vendita perché ho scelto solamente di scambiare i libri e non venderli. 
In entrambi i casi, comunque, se lo scambio va in porto si spedisce il libro, e qui consiglio la spedizione tramite piego di libri una tariffa postale agevolata per la spedizione di libri.



Per quanto la filosofia del sito sia molto friendly, al limite dell’hippy, e che in teoria nel momento in cui di trova una persona disponibile allo scambio di libri tutto dovrebbe filare liscio, la mia esperienza in merito non è del tutto positiva: in sole due settimane, e con una decina di libri messi a disposizione, sono riuscita effettivamente a scambiare un libro, e questo lo considero un ottimo traguardo.

C’è da dire che però sono stata contattata da almeno una decina di persone interessate a scambiare uno dei miei libri, e alle quali ho risposto dicendomi interessata ad un libro dei loro, che poi però sono scomparse nel nulla. Poco male, non ci ho perso altro se non il tempo di scrivere qualche mail, ma devo dire che la cosa mi ha irritata non poco.

In ogni caso, visto quello che costa e l’impegno necessario a mantenere la registrazione al sito, pari a zero, consiglio vivamente Acciobooks a chi come me necessita di avere qualcosa di nuovo da leggere ogni mese, perché avere la possibilità di un libro più o meno gratis ogni tanto è un’opportunità da non sottovalutare.
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