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domenica 5 agosto 2018

Festa dell'Unicorno 2018



Nella settimana più difficile dell’anno, quella che mi porta alle desideratissime ferie di agosto, ripenso con un pizzico di nostalgia allo scorso weekend, quando siamo stati per la prima volta a Vinci (FI) per la Festa dell’Unicorno. Per la prima volta in tutti i sensi, perché non solo non eravamo mai stati alla Festa, ma non eravamo mai stati a Vinci.
Per gli amanti del fantasy, del medievale, di cavalieri, streghe e rievocazioni, la Festa dell’Unicorno è un evento imprescindibile dell’estate; un anticipo di quello che sarà il Lucca Comics.
Quindi la cittadina di Vinci viene chiusa al traffico, riempita di bancarelle e stand in ogni dove e le strade e il borgo presi d’assalto da migliaia di visitatori, tra semplici curiosi, appassionati e cosplayer.
Come dicevo quest’anno abbiamo partecipato anche noi e queste sono le mie impressioni.

Chiusa in ufficio con il climatizzatore acceso ancora porto i segni della cosa veramente destabilizzante dello scorso weekend è stata il caldo: devastante! Ho le spalle scottate e il viso irritato dove gli occhiali toccavano la pelle. Si boccheggiava sabato in serata ma soprattutto domenica. Abbiamo rinunciato a metterci in cosplay perché la sola idea di vestirci, truccarci e indossare parrucche ci faceva stare male. Ho stimato tantissimo i coraggiosi che hanno sfidato le temperature torride e animato la festa. Un vero peccato però ce lo aspettavamo.
Pollice su, invece, per l’organizzazione: ottima. Punto. Parcheggi comodi, ben segnalati e ben gestiti (ok si parcheggiava in un campo con il terreno un po' sconnesso ma ho visto di peggio a varie feste della birra). Non abbiamo nemmeno fatto coda per prendere i biglietti. Stuard simpatici e disponibili, insomma pienamente approvati!

Per il resto … che dire? Vinci è carinissima, un piccolo gioiello arroccato su una collinetta. Ovviamente non siamo riusciti a vedere bene la città perché era invasa da persone e bancarelle, ma quel poco ci ha regalato degli scorci notevoli. Lui ne ha approfittato per fare qualche foto, io non ne avevo voglia e ho lasciato la Canon a casa. Le bancarelle erano molte e molto varie, dalle più classiche con fumetti, Popz e oggettistica standard, a quelle a tema, dove si potevano trovare abiti e armi da rievocazione e LARP, articoli di pelletteria e in acciaio per armature varie, oggettistica a tema fantasy; e non mancavano gli stand gastronomici che distribuivano sangria, vino, arrosticini e porchetta. Ahimè ci aspettano giorni di dieta rigidissima ma … we regret nothing!

Ma la cosa più bella dell’Unicorno è sicuramente il clima che si respira, piacevole, rilassato, con molta voglia di fare festa. Alla fine la Festa dell’Unicorno è come una Lucca in una location più ristretta: moltissimi i cosplayer e molte le facce note. Persone che magari abbiamo visto e conosciuto in vari eventi qui e là, erano tutti concentrati qui. Abbiamo visto persone che frequentiamo spesso come persone che abbiamo solo sentito nominare sui social. E non so se era il caldo o l’avvicinarsi delle ferie, ma c’era il clima tipico di una festa di mezza estate etutti erano in vena di party hard! E chissenefrega di chi era in cosplay e chi no, di chi è bravo e “vip” e chi no, si era tutti insieme e con la voglia di divertirsi. Punto. Sabato sera poi con l’aumentare del tasso alcolico è decisamente aumentata anche l’ignoranza (XD) e se non c’eravate … beh … shame! Shame! Shame!
Insomma, alla Festa dell’Unicorno bisogna esserci e probabilmente torneremo anche l’anno prossimo! Perché un weekend come questo mi regala le energie mentali per affrontare gli ultimi giorni in ufficio.

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mercoledì 13 settembre 2017

Milano Comics and Games - Settembre 2017



È un inizio di settembre un po’ piovoso e freddo quello di quest’anno. Sembra che l’autunno voglia ormai dare una bella botta alla lunga e calda estate, dicendole: “Ehi! Hai comandato tu per troppo tempo! Spostati e lascia spazio agli altri!”.

È quindi in una domenica uggiosa, sotto un cielo grigio che minaccia pioggia da un momento all’altro, che io e Lui ci dirigiamo a Malpensa Fiere per partecipare al MilanoComics&Games. Del resto cosa c’è di meglio di una bella fiera al chiuso per superare una giornata di pioggia?
Inoltre il Milano Comics&Games è un evento ormai ben rodato, con due edizioni l’anno, che si sta facendo sempre più spazio nel panorama delle fiere del nord Italia. Sapevamo che avremmo incontrato un po’ di persone, e visto che Lui mi sgrida sempre perché sono poco socievole (un eufemismo per dire che spesso odio la gente! XD), l’abbiamo vista come una buona occasione per fare … pubblic relations!

Se vi ricordate avevo già parlato qui dell’edizione di maggio, lamentandomi un po’ del fatto che, pur avendo a disposizione un polo come Malpensa Fiere, l’evento era sacrificato al secondo piano, in spazi angusti e un po’ privi di logica; questa volta siamo arrivati lì e … sorpresa! L’evento è stato spostato al piano terra, in un unico grande spazio che raccoglieva sia gli stand che il palco per la gara, e dal quale erano facilmente raggiungibili anche il prato esterno e l’area food. 

Molto, ma molto bene!




Ci è un sacco piaciuta questa nuova soluzione: spaziosa, più logica e gestibile; forse meno glamour rispetto al palco della sala conferenze, ma con la possibilità di gustarsi la gara cosplay e tutto quanto avveniva sul palco mentre si gironzolava per gli stand.

Sulle balconate poi si sono posizionati i fotografi che avevano quindi a disposizione un’area non troppo grande, ma sufficiente per poter scattare ai cosplayer anche quando ha iniziato a piovere e il prato e la fontana erano inagibili.
Era tutto più spazioso, meno congestionato, vivibile nonostante la quantità di persone presenti, persino nel momento in cui pioveva, eppure allo stesso tempo meno dispersivo e più raccolto attorno al palco.

Che dire, ottima scelta questo cambio di location, approvata in pieno!!
Ho apprezzato molto anche la gestione della gara cosplay, organizzata dai BHC: rapidi ed efficienti! Bravi! E complimenti a tutti i vincitori: premi meritatissimi!

Bravissima Stefania Ethain Castelgard che ha vinto il miglior femminile. Lui si diletta con i meme utlimamente!! 

Per quanto mi riguarda, mentre Lui si dedicava a scattare qualche foto in esterna prima del diluvio, io mi sono goduta la fiera nonostante gli scomodi panni di Domino. È stata un’ottima occasione per rivedere un po’ di persone che non vedevo dalle fiere di maggio e conoscere anche qualcuno di nuovo; perché secondo me il bello delle fiere è proprio questo: conoscere persone nuove e rivedersi di volta in volta. 
Cosplayer e fotografi che non posso definire “amici”, non tutti per lo meno, ma con i quali si instaura un rapporto di conoscenza e stima reciproca; un saluto, una birra, una foto e la giornata passa, alla faccia di tutti i flame, le litigate e gli insulti gratuiti che si leggono sul web.



I momenti che mi hanno reso più contenta? Le bambine (bambine, non ho sbagliato a scrivere!) che mi hanno chiesto una foto, nonostante fossi quanto di più lontano potesse esserci da una principessa Disney! XD Piccole guerriere crescono!

Secondo me il cosplay DEVE essere questo: divertimento, condivisione, rispetto e felicità, non solo per i cosplayer ma anche per chi in fiera viene in borghese solo per curiosità; un pomeriggio di leggerezza in mezzo alle ansie quotidiane!

Si ringrazia Andrea Visalli per la foto di copertina 
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venerdì 7 luglio 2017

Fumetti al Ricetto 2017





























Avrei dovuto pubblicare questo post già da alcuni giorni, ma due settimane di pura follia la lavoro e un weekend a Stoccarda mi hanno fatto ritardare la pubblicazione.
Vi volevo parlare dell'evento Fumetti al Ricetto che si è tenuto a Ricetto di Candelo il 24-25 giungo scorso.

È l’ultima domenica di giugno, ultimo weekend di un mese all’insegna del caldo torrido.
Nonostante le temperature proibitive e il sole cocente, alle 13 ci mettiamo in macchina alla volta di Candelo (Bi), un piccolo comune conosciuto principalmente per il suo ricetto.



Il ricetto è una struttura fortificata, di origine medievale, situata all’interno di un paese, dove in origine si accumulavano i beni del signore locale o della popolazione (animali, foraggio, …) e, nel caso di attacchi, vi si rifugiava anche la popolazione.
A differenza di altri, analoghi ma ormai perduti che costellavano il Piemonte e il Biellese in particolare, il ricetto di Candelo è perfettamente conservato, avendo subito pochissimi rimaneggiamenti nel corso dei secoli.



È un esempio unico ed è uno dei meglio conservati d’Europa; è costruito quasi totalmente in ciottoli di fiume, comprese le stradine, chiamate rue, sulle quali è in effetti scomodo camminare. Anticamente le cellule, le unità abitative, erano utilizzate come cantina per la vinificazione e come essiccatoio per i prodotti agricoli. Tutt’oggi le cellule sono private ed in parte utilizzate per la conservazione del vino.



Inutile dire che questo monumento medievale è stupendo e consiglio a tutti di andare a visitarlo: è sempre aperto e vi si trovano numerose locande e osterie per una sosta; mi dicono poi che durante i mercatini di Natale il borgo sia magico.



Dal 2002 il ricetto fa parte dei Borghi più belli d’Italia, certificato ANCI, e dal 2007 è bandiera arancione del Touring Club Italiano.




Noi comunque ci siamo andati per un motivo ben preciso: l’evento Fumetti al Ricetto, al quale sono anni che lui vuole andare ma che è sempre saltato causa maltempo. Quest’anno no: il cielo è sereno e splende il sole. Persino troppo, forse, e il caldo ci fa desistere dal metterci in cosplay; un vero peccato perché c’è un’ampia zona a tema Game of Thrones, con tanto di trono di spade su cui fare le foto, e io avrei voluto sfoggiare il mio costume di Daenerys; ma all’idea di mettermi la parrucca stavo già male, quindi ho rinunciato e … tutti in borghese!!



E il bello degli eventi così piccoli è che c’erano un sacco di cosplayer che conosco, quasi tutti in borghese per via del caldo, con i quali abbiamo potuto chiacchierare tranquillamente, gironzolare per il borgo e, ovviamente, assistere alla gara cosplay. Perché se di Fiera del Fumetto si parla, non può mancare la gara, organizzata per l’occasione dai Moguwork.
Peccato solo che i partecipanti fossero pochi, perché come in tutte le gare da loro organizzate, i premi erano decisamente interessanti: addirittura un viaggio a Parigi per il Japan Expo. Non male davvero!

Se posso permettermi, consiglierei vivamente di riorganizzare la fiera in un periodo meno torrido, magari ad aprile, oppure ottobre, per permettere ai cosplayer di partecipare con costumi e armature troppo impegnativi per le temperature di fine giugno.


Per quanto riguarda noi, il borgo ci ha conquistati e torneremo sicuramente in autunno o primavera per scattare qualche foto a tema medievale, pertanto se passaste di lì non preoccupatevi di incontrare qualcuno vestito strano! XD


Foto by Persephone Grey
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mercoledì 14 giugno 2017

Cosplay, flame e stupidità: my 2 cents



Antefatto: questo è un post scritto di getto, con quello che mi passa per la testa ultimamente. Perdonate la sintassi a volte troppo colloquiale e il lessico sicuramente non all’altezza dei miei post consueti.

Sono entrata nel mondo del cosplay da relativamente poco tempo rispetto alla maggior parte delle persone che ho conosciuto: poco più di un anno e mezzo fa, all’iComix del Novembre 2015, ho partecipato alla mia prima fiera da cosplayer e non da semplice visitatrice in borghese. Ero stata ad un paio di eventi in precedenza (Galliate Comix e Games Week 2015),grazie ai quali ho scoperto un mondo divertente, dove conoscere persone nuove, nerd come me, un mondo del quale ho voluto fare parte attivamente.

Tutto questa premessa per dire che ho iniziato a fare cosplay perché mi piace e continuerò a farlo perché mi diverto e perché ho conosciuto finora molta gente carina, simpatica, socievole. Amo fare la scema in fiera, fermarmi a fare foto, chiederne io ad altri, senza mai prendermi sul serio, perché no, non riesco a prendermi sul serio vestita da Pollon o con una mascherina nera sugli occhi.




E allora, perché questo post? Perché ultimamente vedo sui social una proliferazione assurda di flame, insulti, discussioni inutili che non mi sta piacendo affatto. Vedo un netto contrasto tra l’atmosfera che si respira in fiera e quello che leggo sui social. È vero, internet è pieno di troll e leoni da tastiera da prima che comparissero facebook & Co, ma ultimamente mi pare che la cosa stia sfuggendo di mano.
Vedo post creati appositamente per provocare un flame, cosplayer che prendono per il culo altri cosplayer o chi non fa parte di questo mondo per motivazioni non meglio precisate, persone che si arrogano il diritto di criticare e pretendono di dire chi può fare o non fare cosa.

BASTA!

Credo sia il caso di fare tutti quanti un passo indietro, rivedere le nostre priorità e l’atteggiamento che abbiamo nei confronti degli altri.

IL COSPLAY E’ UN PASSATEMPO, NON UN LAVORO. Forse qualcuno riesce a viverci, ma per la maggior parte di noi è e rimarrà un passatempo. Facciamocene una ragione, una volta per tutte! E in quanto passatempo va affrontato come tale; invece aprendo i vari gruppi facebook dedicati non trovo altro che rivalità, lamentele perché non si è stati premiati ad una gara o perché in giuria c’è quel cosplayer piuttosto che un altro … ma perché? Perché inacidirsi il sangue quando si potrebbe tranquillamente andare tutti d’amore e d’accordo? 



Ricordiamoci che essere famosi nel cosplay non significa nulla. Non si è FAMOSI, si è CONOSCIUTI NELL’AMBIENTE. C’è una grossa differenza. Nessun cosplayer verrà chiamato per essere intervistato dalla D’Urso o da Mentana; nessuno, per quanto conosciuto in ambito cosplay, verrà fermato per strada, nessuno di noi diventerà FAMOSO. Tutti continueremo a recarci al supermercato senza problemi. Fidatevi, sarà così.

Proprio per questo nel mondo del cosplay c’è spazio per tutti e ognuno di noi può diventare più o meno CONOSCIUTO (non famoso) per le sue capacità: chi è un ottimo costumista, chi un make up artist con i controfiocchi, chi è bravo a costruire armature, chi è particolarmente somigliante ad un personaggio … insomma ognuno può trovare la propria strada, farsi conoscere e apprezzare, senza per questo denigrare quella degli altri. 



Per quanto mi riguarda credo che l’unica cosa che so fare davvero bene sia scrivere, e quindi ho ripreso in mano questo blog ed eccomi qui. Ci guadagnerò? Non credo proprio… ma non è questo il mio obiettivo. Sento di avere delle cose da dire e mi sono creata questo spazio per farlo. Vi romperò le scatole spammandovi questo blog in tutte le salse? OVVIAMENTE! Mi arrabbierò se qualcun altro ne dovesse aprire uno? CERTO CHE NO! 
Perché dovrei?


Basta criticare, basta accanirsi gli uni contro gli altri! 
Rispettiamoci e rispettiamo le scelte altrui. Ad esempio io non amo i cosplay gratuitamente nudi, come i mashup di Slave Leia + qualsiasi altro personaggio a scelta (in realtà non amo i mahup in generale ma questa è un’altra storia …), ma di sicuro non vado ad inveire su facebook contro le ragazze che lo fanno. Scelta loro, punto. Io preferisco un cosplay più fedele all’originale quindi mi atterrò a questa mia scelta, ma è una decisione mia personale. 

Il fatto che non mi piaccia l’idea di un tipo di costume, non mi autorizza a screditare pubblicamente chi lo fa

Come nessuno dovrebbe sentirsi autorizzato a screditare chicchessia solo perché fa l’ennesimo cosplay di Harley Quinn o di Elsa, perché fa una versione alternativa di un personaggio, perché fa crossplay, perché fa una versione genderbend, perché il cosplay non è perfetto nei minimi particolari, perché … (aggiungeteci quello che volete). IL COSPLAY E’ UN PASSATEMPO! E se vogliamo anche una forma d’arte, e come tale ognuno sceglie l’espressione che meglio lo rappresenta.



Idem per il discorso Patreon; nemmeno io condivido l’idea di vendere le mie foto, soprattutto senza veli, ma non per questo mi sento libera di definire “cagna” chi lo fa. Alcune ragazze vogliono vendere le loro foto? Libere di farlo. Se ci guadagnano meglio per loro. Io non ho nessun interesse a screditarle, tanto che a me non ne viene in tasca nulla. Posso dire che è una cosa che io non farei, ma io sono io, non sono loro.

Altro tormentone che mi ha dato molto fastidio ultimamente è il prendere in giro chi non conosce il cosplay e lo guarda con ignoranza e pregiudizio. Non è comportandosi in questo modo che si avvicinano le persone al cosplay; non è prendendole in giro o trattandole con superiorità che possiamo vincere i loro pregiudizi e invogliarli ad interessarsi a noi e a capire di più ciò che facciamo. Trattiamo gli “esterni” con rispetto, spiegando loro che non è una cosa stupida, ma che è un ambiente sano, divertente, stimolante. 

Però poi creiamolo questo mondo che vogliamo far conoscere agli altri!



A costo di sembrare retorica vi dirò: c'è già tanta bruttezza a questo mondo, tante occasioni per far sentire le persone inappropriate (vi rimando, a proposito, al mio articolo sul Blue Whale nel Bosone), necessità di creare delle challenge per provare a sentirsi felici; noi abbiamo la possibilità di giocare e divertirci con i nostri personaggi preferiti, di tornare bambini anche solo per qualche ora.

Non roviniamo tutto con la stupidità.

PS: tutte le foto in questo post sono VOLUTAMENTE brutte foto, prese da facebook e per lo più fatte con il cellulare. questo perché ritengo che siano quelle che incarnano meglio ciò che io penso debba essere lo spirito di una fiera. non me ne vogliano le persone immortalate, ma siamo più belli così!   
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lunedì 22 maggio 2017

Novegro Spring Edition 2017


È lunedì sera e sono seduta davanti al PC con gli occhi stanchi di chi avrebbe voluto andare a dormire un’ora fa, eppure sono solo le 21.30.
Nonostante la stanchezza generale che mi ha accompagnata per tutta la giornata, una sensazione di leggerezza mentale mi ha fatto affrontare questo lunedì meglio di tante altre settimane.
No, non sono reduce da una notte brava in discoteca, a suon di caipirinha e “Pacito Pacito”, anche perché ormai dopo una serata così impiego tre giorni per riprendermi! L’età avanza, purtroppo …
Il motivo della mia stanchezza è che lo scorso weekend a Novegro si è svolto il Festival delFumetto Spring Edition e io ho partecipato entrambi i giorni.
Vi avevo già parlato qui dell’edizione invernale, che si svolge nello stesso polo fieristico esattamente nei medesimi spazi; l’unica differenza è stata il clima: sole e caldo hanno permesso ai partecipanti di invadere il parco alla ricerca delle zone d’ombra più fresche e di un po' di venticello.
In ogni non starò ad annoiarvi con inutili descrizioni, e vi rimando a quel post per la descrizione della fiera.
Voglio raccontarvi invece di come io ho vissuto la fiera e del perché sono state due giornate intense, stancanti, ma ricche di risate, amici e cose belle!



 Il sabato per me è stato una novità, non perché non sia mai stata in fiera il sabato, ma perché invece di essere in cosplay ho portato la mia fidata Canon e ho girato la fiera in veste di fotografa. Lui infatti era con il gruppo di Once Upon a Time Cosplay Italia, nei bullissimi (sì ho scritto proprio bullissimi, non c'è nessun errore di battitura!) panni di Mr Hyde, mentre io non ho un cosplay di quella serie. E mentre Lui trascorreva la giornata allo stand, io giravo per il parco ad importunare gente!
Devo dire che è stata un’ottima occasione per mettere alla prova le mie (scarse) capacità di fotografa e per conoscere un po’ di persone nuove; e visto che il blog è mio e posso scrivere quello che mi pare (eheheh) ne approfitto anzi per ringraziare tutti i cosplayer che si sono prestati ai miei esperimenti di fotografia, con i quali ho potuto scambiare qualche parola, complimenti reciproci e consigli; sono stati tutti estremamente gentili e disponibili, anche quando li ho fatti posare in pieno sole, alle tre del pomeriggio, dentro costumi non proprio estivi. Sono una brutta persona, lo so! XD

Iniziamo con le menzioni d'ordinanza; numero uno, i ragazzi di Once Upon a Time Cosplay Italia, che mi hanno lasciata bazzicare nello stand nonostante io non fossi in cosplay e non faccia parte del loro gruppo: sono sempre molto gentili e disponibili e l’esibizione che hanno fatto sul palco è stata meravigliosa!



Menzione, per motivi analoghi, anche per i ragazzi presenti allo stand di Heroes Squad, stand duplice che comprendeva personaggi dell'universo CW da un lato e Xmen dall'altro; anche loro sono sempre carini e simpatici, disponibilissimi per una foto, due parole e una risata, oltre che ottimi cosplayer.




Tutto quello che ruota attorno al mondo cosplay (stand tematici, esibizioni, gare, ospiti …) è gestito da EPICOS, un’organizzazione che si occupa, nell’ambito delle fiere del fumetto, della direzione artistica di palco, di creare e gestire l’intrattenimento delle aree tematiche e dell’organizzazione dei cosplay contest.
Sabato era la volta del World Cosplay Fighting, ovvero un contest del tutto dedicato ai cosplay dei videogiochi picchiaduro.
Domenica invece era dedicata al contest classico, anticipato dal concerto di Sunymao e dalle esibizioni di vari gruppi a tema.
Io non ho partecipato, un po’ perché non avevo voglia di passare tutta la giornata dietro al palco come a Cartoomics e un po’ perché ho portato un nuovo cosplay per il quale non avevo nulla di preparato:
per fare gruppo XMen con Lui e Alice, ho preparato Domino (potete ammirare qui sotto una foto scattatami da Il Mattia Lunardi)
Ebbene sì, ho portato fuori le ragazze! XD
Ho bighellonato tutto il giorno nel parco perché vestita com'ero non riuscivo proprio a rimanere dentro nei padiglioni, dove il caldo era a volte soffocante (io e le mie idee di portare certi cosplay quando fa caldo ...)



Novegro ha i suoi pro e i suoi contro, ma bisogna esserci!
Purtroppo non sono riuscita a incontrare tutte le persone che avrei voluto, e anche con chi ho trovato spesso non ho scambiato più di due parole, e me ne rammarico.
Però ho conosciuto moltissime persone nuove e, in barba a tutti i flame che stanno animando i gruppi di cosplayer sui social network, devo dire di aver incontrato solo belle persone, gentili, disponibili, simpatiche, magari un po’ di fretta, magari impegnate, ma anche io lo sono stata a volte.
Perché Novegro è così, nel bene e nel male: grande, caotica, incasinata; rumorosa e piena di gente; non fai in tempo a salutare una persona che qualcun altro accanto passa via, e vorresti fermarlo ma non ci riesci; a volte per riuscire a scambiare almeno un saluto o una foto con una persona amica, tralasci inevitabilmente qualcun altro.
Ciò che comunque conta è divertirsi, trascorrere un piacevole weekend e tornare a casa stanchi ma con il sorriso, consapevoli che, anche se ci travestiamo da supereroi, non salviamo il mondo; però possiamo sempre strappare un sorriso a un bambino, che ricorderà di aver stretto la mano al suo personaggio preferito, e forse il mondo lo salviamo un po' così.




Ph. Persephone Grey, Il Mattia Lunardi
Cosplayer: Cinzia Torraco, Giulia Silente Cosplay, J-Cube Weapons, Persephone Grey, Monnie Night
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mercoledì 17 maggio 2017

Milano Comics&Games



Maggio non dà tregua ai cosplayer: con un evento ogni weekend, spesso due, è complicato tenere il passo. La scorsa domenica la scelta era tra Milano Comics&Games a Malpensa Fiere e l’evento Un Viaggio nella Terra di Mezzo al Castello di Galliate.
Non avendo cosplay a tema Tolkeniano, io e Lui abbiamo optato per il Milano Comics and Games, lasciando agli altri Sindacati l’incombenza di presenziare a Galliate.
Il Sindacato è ovunque, #sapevatelo!
Ok, torniamo seri e in mood da recensione: l’evento organizzato da Fiere del Fumetto in collaborazione con i BHC, si è svolto nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 presso il polo fieristico di Malpensa Fiere, a Busto Arsizio.
L’ex Milano Anime è una fiera che è cresciuta nel corso delle edizioni, diventando sempre più importante nel panorama delle fiere cosplay nel nord Italia. Anche grazie ai BHC che si occupano di tutto quello che è stand e cosplay, dagli ospiti alle gare, Milano Comics and Games si sta imponendo come un evento irrinunciabile per tutti i cosplayer che gravitano nella zona Milanese e non. I premi dei cosplay contest sono sempre golosi e gli ospiti interessanti; ho assistito al concerto delle Cosplay Singers, interamente dedicato alle Mermaid Melody, e anche se sono, ahimè, troppo vecchia per aver seguito le Principesse Sirene, mi sono divertita perché le tre ragazze sono davvero brave!
In virtù di tutto ciò, il numero dei partecipanti è stato decisamente elevato, nonostante il prossimo weekend ci sarà un evento importante come la fiera di Novegro.



Visto l’improvviso caldo africano del weekend, io ho riesumato dall’armadio l’abito di Pollon, fresco e poco impegnativo, ma sempre d’effetto; Lui ha deciso di presenziare in veste di fotografo visto che non gli capita spesso preferendo di gran lunga essere in cosplay; tutte le foto presenti in questo post sono sue!
Dicevamo la fiera è carina, sempre più grande e ricca di stand: rispetto a settembre dello scorso anno ho trovato molto più fornita l’area food. (sì lo so che parlo sempre di cibo, ma sono una donna affamata! XD) e anche l’area degli stand più varia e interessante.
Citazioni d’obbligo:

  • La Tana dell’Elfo, immancabile sosta per un’ottima birra, dove riesco sempre a trovare una rossa o una brown, e per me che detesto le birre chiare è un plus inimmaginabile.
  • La Gazzetta del Cosplay, dove sono sempre gentilissimi e disponibili (prima o poi lo compro il manuale per il worbla, promesso!)
  • Sacadranca Shop dove Lui ha acquistato un paio di lenti a contatto azzurre; la ragazza è stata davvero gentile e paziente nonostante fossero le 17.00 della domenica e probabilmente non vedeva l’ora di andarsene a casa


Al momento ho scritto solo cose belle, ma è possibile che un evento abbia solo lati positivi? No, quindi dopo le gioie ecco i dolori … zan zan zaaaan!!!
La location: mi spiace ma a me Malpensa Fiere non piace, non riesco proprio a trovare qualcosa di positivo in questo polo fieristico. L’area esterna è poca e bruttina: un prato sintetico completamente assolato non è l’ideale né per fare foto né per “campeggiare”, soprattutto in una giornata calda come quella di domenica; l’unica zona bellina è quella attorno alla fontana, ed è, ovviamente, presa d’assalto da fotografi e cosplayer. All’interno della struttura fa sempre un caldo soffocante e se sudavo io con il costume di Pollon, non oso immaginare gli altri cosplayer. Considerando che le due edizioni del Milano Comics&Games si svolgono a maggio e settembre sarebbe bene tenerne conto.
Inoltre gli spazi a disposizione rendono il tutto un po’ labirintico e dispersivo.
Forse perché il padiglione più grande era occupato dalla fiera dell’elettronica, e anche qui avrei da ridire sull’organizzare fiere del fumetto in concomitanza con altri eventi; lo so che in questo modo si ottimizzano i costi ma … boh, la cosa mi convince molto poco.
Mi auguro davvero che il Milano Comics diventi sufficientemente importante da occupare da sola la maggior parte del polo, così da poter gestire meglio gli spazi.



Nota di merito invece per l’aera palco: l’idea di organizzarla in una sala conferenze è, secondo me, vincente; il palco illuminato e la platea in penombra valorizzano chi si esibisce, che siano ospiti o i cosplayer in gara. Inoltre l’acustica è decisamente migliore e chi vuole godersi la gara può rimanere comodamente seduto per tutto il tempo. Davanti c’è una saletta che viene adibita a set fotografico e poco distante un’altra sala con ampie vetrate, ottimo spazio per ulteriori foto.
What else?
Peccato solo che quest’area rimanga un po’ defilata rispetto al resto della fiera e che quindi i cosplayer rimangano per lo più lì, ma la sala conferenze è lì, quindi l’organizzazione può fare poco. Però c’è l’aria condizionata!
Non posso dire nulla riguardo l'area youtuber poiché non ci sono stata, preferendo rimanere tra i cosplayer.

Che altro dire?
Che ci vediamo a settembre al Milano Comics&Games.

E intanto pensiamo a Novegro!

Ph. credits: Von Drake Creations
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venerdì 5 maggio 2017

Rock Inn Comics, ovvero evviva le fiere piccole!!



Primavera, tempo di fiere all’aperto.
Primavera si fa per dire, visti gli ultimi sviluppi metereologici, che sembrano averci improvvisamente riportato a novembre. Novembre, esci da questo maggio!!!
Comunque, in un weekend graziato dalle piogge, il 29 e 30 aprile si è tenuta a Somma Lombardo l’edizione 2017, la terza per l’esattezza, del Rock In Comics, evento organizzato dall'associazione no profit Rock Inn Somma e curato dai BHC per quanto riguarda la parte cosplay.
La fiera è piccola ma sempre molto carina anche per via della location: un piccolo parchetto con villa annessa, circondato da un muro pieno di murales che offrono uno sfondo notevole soprattutto per i cosplay più urban. Peccato solo che quest’anno, come l’anno scorso, non facesse proprio caldissimo, anzi …


Noi del Sindacato, ci siamo stati solo domenica, anche perché io il sabato ero di rientro dalla mia mini-vacanza a Venezia di cui vi parlerò in un altro post prossimamente. Dicevamo, non so come fosse la fiera sabato, ma domenica era presente un discreto numero di persone, tra cosplayer, fotografi e semplici curiosi e appassionati. L’atmosfera che si respirava era estremamente rilassata e amichevole, come non avviene spesso nelle fiere più grosse.
Poco numerosi gli stand presenti, ma tutti decisamente interessanti: da chi vendeva abiti medioevali per cosplay, rievocazioni e LARP (bellissimi tra l’altro), allo stand con il merchandising relativo alla saga di Harry Potter; dallo stand de La Gazzetta del Cosplay, che vendeva fogli di worbla e foam e i loro manuali d’uso, al banco con uova di drago home made.



Come sempre ben fornito il reparto birra e cibarie, comprese crepe e zucchero filato, oltre alle immancabili patatine e panini variamente luridi. Solo l'appuntamento dalla dietologa tra meno di un mese e il fatto che il mio costume inizi ad andarmi largo mi ha trattenuta dallo strafogarmi di cibo.
Molti anche gli autori che presentavano le loro opere. Mi permetto di citare quelli con cui mi sono soffermata a parlare per qualche minuto: Pamela Williams, che presentava il suo libro “I Baroni del cielo” (l’ho acquistato, vi farò sapere …); Michela Ravasio, autrice di Uprising, che pur non avendo acquistato il libro, mi ha regalato un segnalibro; e Marika Michelazzi (Nightfall in middle ART) che presentava il suo webcomic Chiantishire dedicato agli dei dell'Olimpo.
I cosplayer erano numerosi e tutti con costumi di elevato livello, come potete vedere nelle foto che ho messo a corredo dell’articolo. Forse perché i premi del cosplay contest erano parecchio golosi: niente meno che la console Nintendo Swich, la Nintendo Mini,una action figure di Assassin's Creed e molti trofei! Niente male davvero per una fiera gratuita!
Io ho portato Daenerys in coppia con una rossa Melisandre; Lui invece vestiva i panni di Nathan Drake, l’avventuriero più piacione del mondo videoludico.


Non c’è molto altro da aggiungere, se non che a volte le fiere più piccole regalano maggiori soddisfazioni di quelle grandi e blasonate: l’atmosfera rilassata anche nel backstage della gara (sì, ho fatto la gara! Trascinata a forza dalla rossa Giulia, presentatrice del contest non che mia cara amica), e infatti ho potuto conoscere un paio di ragazze veramente simpatiche e brave; i tanti amici che abbiamo rivisto e con i quali è stato possibile scambiare più di qualche parola frettolosa, come accade ad esempio a Novegro; i fotografi che possono dedicare un po’ più di tempo ai cosplayer presenti e instaurare anche qualche rapporto di collaborazione.
Insomma, evviva le fiere piccole, soprattutto se così ben organizzate!



Ph Credits: Il Mattia Lunardi (foto 1,2,3), Vincenzo Coglitore (foto 4), Luna Paleologo (foto 5)
Cosplayer: Aleuusha, Giulia Meli, Luna Paleologo, Nicholay Von Drake, Persephone Grey
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giovedì 9 marzo 2017

I Due Regni - Le Porte di Eshya




Vi avevo già parlato qui de “La città Intera”, il primo libro della saga fantasy intitolata I due Regni, dicendovi quanto mi era piaciuto questo esordio editoriale della giovanissima Alessia Palumbo.
Oggi sono qui a parlarvi del secondo libro della saga, ovvero Le Porte di Eshya.
Chi mi conosce bene sa che ormai mi sono convertita quasi al 100% al libro elettronico, per moltissimi motivi che non vi sto a spiegare qui ed ora (magari farò un post apposito in futuro …), ma questa volta ho deciso di fare un’eccezione, perché l’autrice, nei mesi antecedenti all’uscita, mi ha proposto di acquistare una copia cartacea del suo secondo romanzo, numerata e autografata e ho accettato. Ho scritto acquistare, perché sì, il libro l’ho comprato: non è un post sponsorizzato questo (ahahahahaha … post sponsorizzato … ahahahahaha). Ci tengo a sottolinearlo per garantire che tutto quanto scritto qui lo penso sinceramente.
Questa la trama del libro:

La Città Intera è più forte che mai e Farwel, persa nei suoi oscuri meandri, si accorge a sue spese che non può fronteggiare questo colosso da sola. In attesa del momento giusto per agire, continua a servire la Comandante nelle vesti di Asur, non immaginando i pericoli che si celano ad ogni angolo. Intanto, da giovane, prima dell'avvento della Città Funesta, la protagonista sarà costretta ad affrontare le conseguenze del Rito di Drator e del suo malvagio marchio che la perseguiterà per tutti gli anni a venire.
In una morbosa spirale che avvolge il lettore dalla prima all'ultima pagina, continua l'avvincente storia di Farwel e di un Delor devastato dalla guerra civile

Se il primo libro ve lo avevo caldamente consigliato, questo secondo ve lo stra-consiglio!
È tangibile la crescita dell’autrice insieme alla storia: le pagine scorrono rapide grazie ad uno stile fluente e mai pesante; per quanto la scrittura sia ricercata, a tratti aulica, le parole studiate e i periodi curati, non scade mai nella pedanteria o nel lezioso. Nella struttura del libro continua l’alternarsi di capitoli ambientati nel presente e capitoli che raccontano le vicende del passato di Farwel, in un continuo rincorrersi di eventi che portano il lettore a voler proseguire la lettura per scoprire che cosa succede dopo.
Anche la trama è cresciuta: se nel primo libro su tutto dominava Farwel e gli altri personaggi erano un contorno utile e ben riuscito, ma pur sempre un contorno, questa volta la protagonista è calata in un contesto molto più corale, dove gli altri personaggi diventano fondamentali per la narrazione tanto quanto la nostra Incantatrice.
È possibile dividere la storia in due metà distinte, nelle quali individuiamo delle coppie di personaggi: una prima metà è dominata dal dualismo Farwel/Asur, dove le due personalità che abitano lo stesso corpo cercano di prevalere l’una sull’altra, che poi si interfacciano entrambe, ma in modo diametralmente opposto, con la Comandante; la seconda metà del libro è dominata dalla coppia non-coppia Farwel/Idai, dal loro passato condiviso, dai sentimenti necessariamente repressi in nome di una causa più alta. Finalmente conosciamo Idai, il grande amore di Farwel, che nel primo libro era stato solamente un nome sospeso nel passato della maga; e nell’alternarsi delle due dimensioni temporali la figura di Idai è dominante quasi quanto quella di Farwel. Vediamo nascere l’amore tra i due, ancora ragazzi, in un’Accademia che inizia ad essere intaccata dai pregiudizi sulla magia sui quali si fonderà la Città Intera; li vediamo ritrovarsi, nel presente e fare i conti con qualcosa accaduto nel passato, qualcosa che però non ci verrà ancora svelato, che pesa sul presente ma che deve essere messo da parte in nome di una missione più grande e importante.
Iniziamo a capire, in questo libro, gli effetti che ha su Farwel quanto accaduto durante il Rito di Drator, e intuiamo che il segno sul suo serbatoio magico potrebbe essere la causa di quanto non è ancora stato detto nel passato e la chiave di volta per affrontare la Città Intera nel presente.
Come vi dicevo è un libro molto più maturo del precedente ed è proprio in queste dinamiche tra i personaggi che la maturità dell’autrice emerge.

Se devo trovare dei difetti, posso dire che non ho apprezzato molto la sottotrama riguardante il libro letto da Farwel ai tempi dell’Accademia; l’ho trovata una storia un po’ troppo banale rispetto a tutto il resto e una vicenda che nulla aggiunge e nulla toglie a quella principale, anzi devo dire che questi capitoli hanno disturbato la lettura, interrompendo l’alternarsi armonico delle trame principali. Spero che nel prossimo libro anche questa sottotrama trovi un suo posto all’interno della narrazione principale e che mi faccia ricredere di quanto appena scritto. Vi farò sapere.

Per concludere, le Porte di Eshya è un libro eccellente, ben scritto e strutturato, molto avvincente; in poco tempo il lettore si trova ad affezionarsi ai personaggi che si muovono lungo capitoli che non sono mai banali né noiosi, in un mondo credibile e ben descritto, con le sue caratteristiche e le dinamiche che lo muovono al suo interno; in un genere, il fantasy, dove normalmente la figura del mago è dipinta come una sorta di deus ex machina onnisciente e onnipotente, qui i maghi sono perseguitati proprio per la loro natura, in una società intrisa di pregiudizi razzisti. Difficile credere che un’autrice tanto giovane sia riuscita ad allontanarsi tanto dai clichè di un genere troppo spesso uguale a se stesso.

Trovate il libro in vendita su Amazon, IBS , sia in formato cartaceo che elettronico, ma il mio consiglio è di cercare Alessia alle prossime fiere e scambiare due chiacchiere con lei!


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martedì 7 marzo 2017

Cartoomics 2017




Il 3-4-5 marzo scorso si è svolta al polo fieristico di Rho la fiera più grossa e importante del Nord Italia, con ben 21 edizioni alle spalle: Cartoomics.
La fiera occupava ben due padiglioni e vi posso assicurare che non sono pochi, visto che ho dovuto attraversarla di corsa domenica sera perché avevo dimenticato nei camerini il mio bastone da maga prima di tornare a casa. Sì, lo so, sono un genio.
Come sempre succede, il sabato è stata una giornata abbastanza vivibile: io e Alice abbiamo girato con calma la fiera, portando in coppia Daenerys (vedete la foto qui sopra di Fabio Ghezzi) e Melisandre; domenica invece mi hanno detto esserci stato un bordello assoluto, ma io la giornata l’ho passata dietro al palco in preda all’ansia pre-gara! XD
Ammetto che, vagabondando tra gli stand, l’area fumetti e l’area gaming non me le sono filate neanche di striscio; un po’ perché la prima, complici i molti stand di case editrici importanti (Panini Comics, Yamato, Bonelli, Star Comics), è sempre molto affollata, un po’ perché la mia esperienza da gamer è terminata circa venti anni fa (sigh) con il Super Nintendo.
In compenso ho gravitato molto a lungo nell'area fantasy e in zona palco.
Nel villaggio fantasy mi sento sempre a casa, vuoi perché sono sempre stata una divoratrice compulsiva di libri/film/serietv che comprendono maghi, draghi, cavalieri, duelli di cappa e spada, vuoi perché in quest’area si trova lo stand con la birra più buona di tutta la fiera, La Tana dell’Elfo (ve ne avevo già parlato nel post di Novegro). No davvero, cercatelo alle prossime fiere, se non l’avete ancora fatto, perché le loro birre e sono eccezionali! Io e i soci attraversavamo tutti e due i padiglioni, dall’area palco al Villaggio Medievale, solo per prendere la birra; non so se mi spiego.
Inoltre nell’area fantasy trovo sempre molti autori interessanti, che al contrario di Novegro non sono dislocati qui e là in mezzo agli altri stand, ma radunati tutti l’uno accanto all’altro, ed è quindi molto più facile individuarli; tra questi vi segnalo di nuovo la giovanissima Alessia Palumbo di cui vi avevo parlato qui e della quale vi riparlerò a breve.
In realtà ho preso qualche volantino e chissà che in futuro non scriva altre recensioni.
Tornando verso il palco abbiamo attraversato la fornitissima, ma molto cara, area food (4€ un cartoccino di patatine fritte …) e tutte le aree tematiche dedicate all’action e alla fantascienza. Erano presenti la sempre fantastica Umbrella Corporation con le scenografie e i figuranti di Resident Evil, un ring sul quale si svolgevano incontri di wrestling (!!!) e un intero spazio dedicato a Star Wars.
Come a Novegro, ma meno numerosi, nell’area palco erano posizionati alcuni stand gestiti direttamente da gruppi di cosplayer; tra tutti nomino soltanto il gruppo OnceUpon a Time Cosplay Italia, gestito dalla bravissima Stefania, perché li conosco personalmente e sono tutti davvero ottimi cosplayer, nonché molto simpatici e disponibili; e poi lui era presente allo stand il venerdì, nei panni di Rumplestiltskin, quindi sono un pochino di parte!


Come vi anticipavo domenica ho partecipato al Gran Cosplay Contest organizzato da EPICOS con il mio original fantasy (sopra una foto di me sul palco scattata da Mattia Lunardi). A parte l’attesa estenuante (ero la numero 54 interpretativa, dopo circa altri 30 non interpretativi), a parte l’ansia crescente, devo dire che sono soddisfatta della mia esibizione. Un mega grazie a lui e a tutti quelli che mi hanno tenuto compagnia dietro al palco.
Lo staff organizzativo di Epicos in questo senso si è rivelato assolutamente fantastico: due ragazze chiamavano i numeri con almeno una quindicina di esibizioni di anticipo, dando così il tempo di prepararsi; una volta in fila una ragazza si informava sulla traccia audio, sulla tempistica di ingresso e quant'altro; appena prima di entrare un altro membro dello staff si assicurava che chi necessitava di microfono lo avesse e di tutto quello ancora poteva servire un attimo prima dell’esibizione. Praticamente nulla è andato storto con circa un centinaio di esibizioni in tutto. Grandi!
L’unica nota veramente stonata, e mi spiace dirlo, erano i due presentatori troppo logorroici: eravamo in tanti cosplayer, davvero in tanti, e sarebbe stato preferibile una conduzione un po’ più rapida, perché la gara, premiazioni comprese, è terminata quando ormai il polo fieristico stava chiudendo, molti si erano già cambiati, qualcuno era già andato a casa, tutti eravamo distrutti!

A parte questo è stata una due giorni favolosa, organizzata molto meglio di Novegro, dove ho rivisto persone belle e ne ho conosciute di nuove altrettanto interessanti; dove ho visto dei cosplay meravigliosi e anche i miei sono stati apprezzati.

Ph Credits: Fabio Ghezzi - Ghez's incredible, Mattia Lunardi - Il Mattia Lunardi
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martedì 7 febbraio 2017

Festival del Fumetto 2017 - Winter Edition



Arriva febbraio e arriva anche una delle Fiere più importanti del Nord Italia: il Festival del Fumetto, aka Novegro.
Lo scorso weekend il ritrovo di tutti gli appassionati di fumetti, videogiochi, cosplay e tutto quanto può essere considerato nerd, è stato il polo fieristico di Novegro, per una intensa due giorni e ovviamente nemmeno io ho mancato l’appuntamento, nonostante un principio influenzale che mi avrebbe vista meglio a casa, con copertina, the caldo e Netflix.
C’è da dire che la tradizione del Novegro bagnato Novegro sfigato fortunato è stata mantenuta: nemmeno quest’anno il meteo ha aiutato e, dopo più di un mese di siccità, è arrivata una bella e intensa perturbazione che ha portato un tempo grigio e umido sabato e pioggia intensa domenica. Con buona pace di tutti coloro che si erano organizzati per gli shooting nel parco. Raga, se ne riparla a maggio forse!
Una fiera come questa merita due giorni, poiché il sabato è sempre più tranquillo e si riesce a girare molto bene tra gli stand; la domenica invece è un carnaio, ma lo avevo messo in conto e infatti l’idea era di stare prevalentemente nell’area palco; per quanto riguarda i cosplay, invece, ho deciso di fare doppietta fantasy e ho portato sabato il mio original, la Signora dei Draghi, Daenerys Targaryen la domenica (vedete due foto qui sotto).


Come vi dicevo il sabato la fiera è un po’ più vivibile e ho potuto godermi il tour dei padiglioni, che adesso vi racconto.
Primo stop, l’area food.
Cari i miei organizzatori o chi per voi, non so se amarvi tanto o odiarvi ancora di più per tutto il ben di Dio che c’è in quest’area! Io e lui siamo, ahimè, a dieta e sabato ci siamo portati il pranzo da casa; ma mi veniva da piangere a guardare tutto quello che c’era lì intorno, tra arancini, patatine fritte, panini, dolci giapponesi e addirittura la polenta … e che dire poi dello stand di caramelle e waffle nel padiglione centrale? Non potevo passarci davanti … O.O.
Domenica, invece, io mi sono lasciata tentare dalle patatine fritte alla paprika, lui da un arancino che ho guardato con somma golosità ... ma ho resistito, stoicamente. Alè!
Una menzione speciale va allo stand de La Tana dell’Elfo che ci ha deliziato con le sue ottime birre e il suo Latte di Unicorno; provateli alla prossima fiera!
A stomaco pieno si gironzola meglio verso il padiglione accanto, dedicato come di consueto al Potteraduno annuale: un intero spazio a tema dove ogni stand parlava di Hogwarts, magia e … Burrobirra! In effetti io ci sono andata solo per la burrobirra, ma i vari stand offrivano bacchette, sciarpe e cravatte delle diverse case di Hogwarts, giratempo e boccini alati, pozioni e spezie varie, libri, diari e chi lo desiderava poteva addirittura adottare una Puffola Pigmea.
Anche qui menzione speciale per la maga residente allo stand di Unicorn, Draghi, la Strega che ha voluto una foto con me il sabato; se andate sulla sua pagina facebook la potete vedere.
L’area più grossa era dedicata, ovviamente, agli stand di gadget e fumetti, come sempre ben nutrita e interessante, peccato solo che domenica si facesse davvero fatica a girare. Moltissimi gli stand di fumetti, action figure, Funko Pop, ma anche vari gadget, parrucche e lenti a contatto, giovani autori e disegnatori. Io come al solito perdo l’orientamento e mi ritrovo a vagare senza una meta precisa …
Molto valida l’idea di separare l’area fumetti e gadget da tutto ciò che è cosplay; in questa edizione, infatti, attorno al palco si trovavano tutti gli stand monotematici, così noi cosplayer abbiamo potuto tranquillamente stare nell’area palco ed avere tutti gli spazi per le foto senza dover continuamente migrare da un angolo all’altro della fiera. Quello che ha attirato maggiormente la mia attenzione è stato, come ovvio, quello di Game of Thrones, con tanto di trono di spade su cui farsi fare una foto e poter gridare per un istante “I Sette Regni sono miei!!!!”.
C’erano anche il labirinto Horror di Epicos, dedicato ad American Horror Story, lo stand di Once Upon a Time e quello degli Avengers, la 501 Italica Garrison e la Rebel Italian Base per Star Wars, lo stand DC Comics e quello dedicato a Tomb Raider … e tutti quelli che mi sono dimenticata!
Difficile ricordarsi di tutti i partecipanti alla fiera, anche perché il livello dei cosplay era decisamente elevato, complimenti davvero a tutti quanti.
Ma una fiera così grande non può essere solo luci, ma ha anche le sue ombre; quindi passiamo alle note dolenti.
- Cari miei organizzatori, ma come vi è venuto in mente di mettere il guardaroba FUORI dai padiglioni? E di mettere i camerini per cambiarsi dietro il palco praticamente dalla parte opposta. Siamo a febbraio, nel nord Italia, dove piove e fa freddo; come potete pensare che un cosplayer possa, una volta cambiatosi, riattraversare due padiglioni, con tutto in mano e farsi venti minuti venti di coda al freddo e sotto la pioggia per raggiungere il guardaroba, magari con una bella parrucca nuova che si rovina, il make up che si scioglie e/o svariati centimetri di pelle nuda? Non ci siamo proprio! La prossima volta guardaroba e camerini DENTRO il padiglione e possibilmente attigui, grazie!
- Ragazzi, siamo a Novegro, una fiera in cui si reca qualche migliaio di visitatori ogni anno tra edizione invernale e primaverile, visitatori che pagano 11-15 € di biglietto. Possibile che non si riesca ad avere un ospite degno di una convention di queste proprorzioni? Possibile che alla Festa dell’Unicorno c’è stato Manu Bennet, al Palermo Comicon Maul Cosplay e Lucy Lowless e a Novegro nulla, ma proprio nulla? Mah …
- Domenica ho spesso e volentieri odiato la gente. Sì, proprio la gente, le persone! Non voglio passare per misantropa perché non lo sono, ma a volte mi sale proprio l’omicidio. Giusto per menzionare un paio di categorie insopportabili: quelli che fanno le foto a tradimento, mentre stai mangiando, mentre stai parlando, ridendo, sbadigliando, scaccolandoti … NO! Siamo in cosplay, siamo narcisisti per definizione e siamo venuti in fiera per farci fotografare (mica spendo 300€ di vestito e accessori per tenerli nell’armadio!), quindi CHIEDETECELO e lasciateci mettere in posa al meglio delle nostre possibilità (che tanto le foto imbarazzanti ce le fanno già gli amici!).
E poi che dire dei genii che vengono la domenica in fiera con i passeggini e si lamentano che non c’è spazio e, non riuscendo ad avanzare, ti passano su un piede o, peggio ancora sul vestito. NO! Amputami un piede ma non toccarmi il vestito! Altrimenti … spacco bottiglia e ammazzo famiglia!





Ma a parte questo è stata una bella fiera, mi sono molto divertita, ho rivisto persone che volevo salutare e conosciuto persone nuove! Il Festival del Fumetto è promosso, sempre e comunque!


Ph. Credits: Persephone Grey, Il Mattia Lunardi, uno sconosciuto in fiera XD
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martedì 6 dicembre 2016

Alessia Palumbo - I Due Regni, La Città Intera



Io sono una divoratrice seriale di libri … no davvero, ho raggiunto vette da 40 libri l’anno e ho comprato un ebook reader anche per non avere pile di libri in giro per casa a prendere polvere.
Leggo più o meno qualunque cosa abbia almeno due frasi per pagina.
Il mio genere preferito è il fantasy: lessi il Signore degli Anelli in tempi non sospetti, quando Jackson non aveva ancora iniziato a girare il film, ho il libro completo delle Leggende di Earthsea e ho iniziato la saga di Geralt di Rivia, ma magari di questi parleremo un’altra volta.
Perché vi sto dicendo tutto questo? Perché vorrei parlarvi di un libro fantasy di una giovane autrice che ho scoperto alla scorsa fiera di Galliate, ovvero I Due Regni – La Città Intera della giovanissima Alessia Palumbo (qui il link alla pagina facebook, qui quello al sito).
Iniziamo dalla trama, così come viene descritta dalla stessa autrice in quarta di copertina:

In un regno devastato dai conflitti fra maghi e guerrieri, la Città Intera è sorta, baluardo nella lotta contro chiunque possieda sangue magico.
In questo scenario si muove Farwel, decisa a riportare pace ed equilibro in un luogo dove imperversa solo timore e morte. In un fantasy, certamente non canonico, si muove la sfera umana dell’interiorità e di ogni sua sfumatura, non trovando il malvagio o il corrotto in un mostro da debellare o in una antica maledizione che pende sul capo indistinto della razza umana, ma dentro quegli stessi personaggi che creano e distruggono. Parallelamente alla vicenda, altri filoni narrativi si intrecciano, mostrando eventi del passato privi del dolore della Città Intera, ma carichi già di un nefasto presagio”.

Il libro è assolutamente meraviglioso, avvincente e appassionante; io non riuscivo a smettere di leggerlo! È un romanzo che si muove a metà tra un fantasy classico, incentrato sulla lotta tra bene e male, dove troviamo magia e combattimenti in stile cappa e spada, e un romanzo del tutto atipico per il genere, poiché mancano le creature soprannaturali che ritroviamo invece nei fantasy classici (un draghetto, però, amica mia, potevi metterlo, eh? Uno solo… piccino … sullo sfondo …), il mondo è quasi più simile a quello di un romanzo distopico, oscuro e decadente, e il nemico non è una minaccia esterna, ma l’umanità stessa, con i suoi limiti, le sue paure e pregiudizi.
Farwel, poi, non è l’eroina senza macchia e senza paura che va incontro al suo destino a testa alta e spada sguainata, come i grandi eroi, ma una donna (forte richiamo ai romanzi della Zimmer-Bradley) che non solo deve combattere contro coloro che vogliono sterminare i maghi, ma anche, e soprattutto, cercare di raccogliere i pezzi di se stessa e della sua vita, riparando agli errori del suo passato.
Interessante poi l’alternarsi di tre storie lungo il dipanarsi dei capitoli: le vicende della Farwel adulta e della sua lotta contro la Città Intera, le vicende della giovane Farwel all’accademia dove studia per diventare una maga, un romanzo nel romanzo che la nostra eroina legge nelle pause dello studio, tre filoni narrativi che si alternano e rincorrono nel libro.

Insomma, un libro che vi consiglio vivamente, sia che siate appassionati del genere, sia che vi avviciniate al fantasy per la prima volta.
Inoltre lo trovate anche in versione digitale, su Amazon, IBS o anche in fiera, cosa abbastanza insolita per quanto riguarda un autore emergente, e che, personalmente, ho apprezzato moltissimo, vista la mia conversione quasi completa all’e-book.

Io, intanto ho prenotato la copia cartacea numerata del secondo romanzo, perché l’importante è essere coerenti, sempre!

Foto Credits: pagina facebook I due Regni
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