mercoledì 31 gennaio 2018

My Weekly Planner - Febbraio



è arrivato febbraio!!
il mese del carnevale e di San Valentino, quindi abbiamo due ottime ragioni per rimpinzarci di dolciumi!!
un mese corto dove prendiamo lo stipendio prima del solito! XD 
evviva febbraio!!

come vi avevo promesso ogni mese aggiungo una nuova sezione del mio weekly planner! come per gennaio ho inserito anche la pagina iniziale in stile Kakebo.

il pdf scaricabile free lo trovate qui 

come sempre spero vi piaccia e che lo troviate utile! 
Leggi tutto...

mercoledì 10 gennaio 2018

La Ruota del Tempo



Il vento si alzò nelle montagne di nebbia. Il vento non era l’inizio. Non c’è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo. Ma fu comunque un inizio.”

Questo è l’incipit del primo libro di una saga fantasy che amo molto e di cui vi voglio parlare: La Ruota del Tempo, di Robert Jordan.
Mi sono avvicinata a questa storia immensa (14 romanzi da circa 900 pagine l’uno più un prequel, Nuova Primavera) anni fa, sotto consiglio di una persona che conosceva il mio amore per il genere e che ne aveva già affrontato la lettura. Ero in un periodo in cui avevo molto tempo per leggere e ne avevo un forte bisogno, quindi una saga così lunga mi sembrava l’ideale.
Non pensavo mi avrebbe conquistata così. Ho scoperto uno scrittore eccelso, maniaco dei particolari, in grado di creare un mondo complesso popolato da un numero enorme di personaggi, ciascuno caratterizzato fin nei minimi dettagli.

Ciò detto non sono ancora riuscita a finirla, anzi, non sono ancora riuscita a superare la metà. In effetti, per quanto bella, la saga presenta alcune difficoltà di lettura, in primis il reperimento dei libri. Purtroppo l’editore Fanucci pare non prestare molta attenzione a La Ruota del Tempo, e non procede ad una ristampa sistematica dei vari libri; l’ultima è stata fatta in occasione dell’uscita del quattordicesimo volume, con un restyling completo delle copertine, ma prima di allora era quasi impossibile trovare tutti i volumi in libreria. A questo ho ovviato mediante l’e-reader, ma so che in molti ancora sono restii alla lettura in digitale e questo potrebbe comportare non pochi problemi.

In secondo luogo ciò che mi ha fatto rallentare molto la lettura è intrinseco della saga in sé: si tratta infatti di una storia molto complessa con una narrazione lenta ma densa di particolari. Jordan ha creato un mondo estremamente dettagliato, con nazioni e popoli ben descritti ciascuno per i propri usi, costumi e interazioni politiche. In questo mondo si muovono moltissimi personaggi, in continuo movimento tra una nazione e l’altra, che si incontrano, si scontrano, si allontanano, poi si ritrovano ognuno con una storia e il proprio ruolo specifico nella trama generale. Tante storie intrecciate, tanti nomi, tanti personaggi descritti nei minimi particolari, lungo moltissime pagine. È ovvio che la lettura procede lentamente, poiché ogni pagina è piuttosto densa, e dopo un paio di libri ho sempre sentito la necessità di leggere altro per un po’. Questo mi ha portato a diluire la lettura in molti mesi e arrivata all’ottavo libro … mi sono persa! Ho incontrato in un capitolo un personaggio che Jordan descriveva come se avessi dovuto conoscerlo ma del quale io ignoravo l’esistenza! L’ho quindi abbandonata per un periodo alla ricerca dei primi libri che mi erano stati inizialmente prestati (la persona che me li aveva prestati non potevo più frequentarla), fino a quando non sono passata all’e-reader e l’ho ricominciata tutta da capo.
Ora sto terminando il sesto libro e spero vivamente di riuscire a continuare.

La saga è un fantasy epico che segue gli archetipi classici del genere: l’eterna lotto tra il Bene e il Male è qui descritta nel più classico dei modi, secondo la dicotomia Luce/Ombra. Ritroviamo l’eroe che si ritrova tale per caso e che è costretto, suo malgrado ad affrontare un destino di gloria per il quale non era minimamente preparato; attorno a lui si muovono i personaggi divisi tra sostenitori della Luce e dell’Ombra, tutto permeato dall’uso della magia.

Ma Jordan riesce a utilizzare questi archetipi in modo del tutto originale, distaccandosi molto da quelli che sono i classici del genere e gettando le basi per quelli che diventeranno i nuovi best seller, come Game of Thrones. Non bisogna dimenticare, infatti, che La Ruota del Tempo nasce nel 1992 e a questa saga molti autori contemporanei fanno riferimento.
Purtroppo la prematura dipartita dell’autore ha impedito a Jordan di completare l’opera, che è stata terminata da Brandon Sanderson, che si è avvalso della mole di appunti lasciati da Jordan per terminare la saga dividendo l’ultimo libro in tre volumi.

Ancora non so dirvi nulla riguardo allo stile degli ultimi tre libri, se rimane congruente o meno con i precedenti.

Quello che vi posso dire è che, secondo me, è una saga imprescindibile per gli appassionati del genere, che bisognerebbe almeno provare ad affrontare, anche se la mole spaventa. Se non altro perché, a differenza della saga di Martin, questa è conclusa. 
Leggi tutto...

mercoledì 3 gennaio 2018

My Weekly Plan


anno nuovo, vita nuova!

così recita un vecchio detto, ma è davvero così?
di sicuro l'inizio dell'anno porta con sè la voglia di rinnovare e rinnovarsi, nuovi progetti, buoni propositi. in realtà succede dopo ogni periodo di vacanza più o meno lungo; non solo a gennaio, quindi, ma anche a settembre se ci pensate bene.
"mi iscriverò in palestra", "sarò più ordinato", "risparmierò soldi" ...
tante idee che spesso vengono abbandonate, non tanto per mancanza di volontà quanto per mancanza di organizzazione.
no, ok, per quanto riguarda la palestra, la volontà gioca un ruolo fondamentale ... ma per tutto il resto è solo questione di organizzazione.
e io, che sono una persona che tende ad essere troppo molto abbastanza organizzata, voglio correre in vostro aiuto!

ho creato per me stessa un weekly plan, ovvero una agenda settimanale sulla quale scrivere giorno per giorno impegni, appuntamenti, annotazioni; ogni settimana è corredata da una TO DO list da compilare e da uno spazio per annotazioni varie (tipo la lista della spesa).
inoltre ho integrato all'inizio di ogni mese una pagina che facesse le funzioni di un Kakebo, sulla quale quindi annotare le spese fisse e valutare quindi il budget e il risparmio previsto.
questo perché trovavo immensamente scomodo avere due supporti, uno per l'agenda e uno per il Kakebo.

qui  trovate il link dal quale potete scaricarlo. cercherò di inserirlo mese per mese così avrete la vostra agenda tutto l'anno!

spero vi piaccia e che la troviate utile! ^^



Leggi tutto...

venerdì 29 dicembre 2017

Tagliatelle gustose



E rieccoci nuovamente con un post dedicato alle mie ricette.
lo so che vi avevo detto che avrei pubblicato una volta al mese, ma ho poco da raccontarvi in questi giorni e così vi stordisco con il cibo! XD Come se le feste appena passate non fossero state sufficienti.

a proposito di feste: visto che siamo in quel periodo critico che sta tra Natale e Capodanno, dove le vacanze e il tempo a disposizione vorrebbero farci continuare a mangiare, ma la bilancia ci guarda male, voglio proporvi una ricetta facile facile che mette a tacere i sensi di colpa: tagliatelle fatte in casa con broccoli e pomodori secchi.

vista la ricchezza della pasta fatta in casa io la considero un piatto unico, soprattutto se si abbonda con i broccoli.

in realtà in questa versione non ho utilizzato solo broccoli, ma un misto di broccoli, cavolfiore bianco e cavolo romanesco.

non sto a spiegarvi come fare la pasta fatta in casa, perchè è davvero banale il procedimento. l'importante è avere una buona macchina per stendere la pasta e successivamente creare le tagliatelle. però vi metto le dosi. Se non volete/potete/riuscite ad impastare da soli, è lecito comprare della buona pasta; ma che sia buona mi raccomando perché questo condimento esalta molto il sapore della pasta senza coprirlo.

andiamo!!!

Ingredienti x 2 persone:

Per la pasta: 700 g di farina 00 (di grano tenero)
                     300 g di farina di semola
                     11 uova
                     sale qb
        x due persone: 170g di tagliatelle seccate
                   
per il condimento: 400g di broccoli surgelati o freschi (meglio freschi, ma se non è possibile ...)
                              6/7 pomodori secchi
                               peperoncino qb

mettere a bollire l'acqua per la pasta e salare.
nel frattempo in un wok disporre le cimette di broccoli,aggiungere olio e farle rosolare; aggiungere un pò di acqua, aggiungere i pomodori secchi tagliati a pezzettini, coprire e lasciare cuocere. Quando le cimette di broccolo saranno quasi cotte mettere la pasta nell'acqua, in modo che arrivino a cottura nello stesso momento.
nel frattempo togliere il coperchio dal wok e alzare la fiamma se è rimasta troppa acqua nei broccoli, che devono essere umidi ma non secchi; aggiustare di sale i broccoli e aggiungere il peperoncino. quando la pasta è cotta, scolarla e aggiungerla nel wok, farla saltare con il condimento e servire.

buon appetito!

abbinamento: un vino bianco fresco, tipo Falanghina.

                             


Leggi tutto...

giovedì 21 dicembre 2017

Crescentine (o tigelle) e una nuova rubrica




Modestamente parlando, in cucina me la cavo piuttosto bene. Non sono uno chef, non so impiattare, ma le mie ricette riscuotono piuttosto successo, tanto che in molti mi hanno chiesto di metterle sul blog. Et voilà! Accontentati!

Non aspettatevi ricette da chef stellato e foto da food blogger, perché al momento i miei mezzi sono piuttosto contenuti, però vi assicuro una certa semplicità nelle ricette e qualche tip per cucinare in pochi minuti rientrati a casa dal lavoro la sera!

Le mie intenzioni sono di pubblicare le ricette con cadenza mensile, ma se tempi e impegni lo permettono, magari anche più frequentemente, nel perfetto spirito di questo blog totalmente anarchico XD

La mia famiglia è per metà modense. Madhre, infatti, è nata a Pavullo nel Frignano e cresciuta a Lama Mocogno, prima di trasferirsi sul lago Maggiore.
Come tutte le donne emiliane, sia mia nonna che madhre sono sempre state delle ottime cuoche (magari non diteglielo che le ho fatto un complimento pubblico, che devo mantenere la mia reputazione) e io, che ho sempre adorato “pasticciare” ai fornelli, ho appreso quasi per osmosi le ricette tipiche.

Amo una di queste in particolare, per la sua semplicità, la rapidità con cui si cucina e la sua versatilità: la crescentina o tigella.

La crescentina modenese è un pane tipico dell'Appennino, zona d’origine della mia famiglia, che veniva anticamente cotto tra due dischi di terracotta chiamati tigelle, da cui il nome moderno. Adesso si cuociono nel forno oppure in uno stampo rotondo chiamato tigelliera.
È un pane povero, che viene consumato caldissimo e servito con salumi e formaggi o con il classico battuto di lardo aglio e rosmarino. Ben si adattano anche all’accompagnamento di piatti di carne in umido.
È un tipico piatto conviviale, da consumare in compagnia, in inverno, accompagnato da un buon vino rosso, tra una chiacchera e l’altra, quando non si ha nessuna fretta di alzarsi da tavola, ed è quindi particolarmente adatto a questo periodo di feste.

Essendo poi un cibo al quale sono legata da ricordi fin dall’infanzia, mi sembrava ottimo per iniziare questa rubrica di ricette.

C’è da fare una precisazione: ogni zona ha la sua variante, e all’impasto vengono spesso aggiunti grassi oppure latte; io vi propongo la ricetta originale della mia famiglia, quella con cui sono cresciuta e che tuttora impasto, rigorosamente a mano su un tagliere di legno.























Ingredienti per circa 15 crescentine:

1 kg di farina 00
30 g di bicarbonato di sodio
Sale
Acqua (circa 500 ml)

Sulla spianatoia versare la farina, aggiungere il bicarbonato e il sale; in un bicchiere o in una brocca prendere l’acqua e aggiungerla alla farina poco a poco e nel frattempo impastare. Continuare ad aggiungere l’acqua fino a quando tutta la farina è impastata e si è ottenuto un impasto elastico e compatto. Impastare energeticamente ancora per qualche minuto, quindi creare un salsicciotto. Dividerlo in 15 parti circa e impastare ciascun panetto singolarmente dandogli la forma di una pallina ed appiattirla poi con il mattarello a formare dei dischi.
Disporre i dischi sul piatto del forno o in una teglia precedentemente coperti con carta da forno, e cuocere a 180-200°C per 30 minuti circa, girando le crescentine ogni dieci minuti per farle dorare bene su entrambi i lati. Dopo 25 minuti circa prendere una crescentina e aprirla per controllare la cottura. Se l’interno dovesse essere morbido ma asciutto allora la crescentina è cotta, altrimenti lasciarle in forno ancora qualche minuto.
Servire caldissime appena sfornate e farcirle a piacere con salumi e formaggi oppure in accompagnamento ad un umido di carne.


Vino consigliato: Lambrusco DOC, servito freddo.
Leggi tutto...

martedì 12 dicembre 2017

Regina di Fiori e Radici



Ogni tanto i libri mi capitano tra le mani; letteralmente.

È il caso di Regina di Fiori e Radici, scritto da Laura MacLem, volume che mi è stato prestato da un’amica che conosce la mia passione per il mito di Ade e Persefone.

Regina di Fiori e Radici è, infatti, una riscrittura di questo mito, già tante volte raccontato, ma con un punto di vista particolare; la vicenda è qui raccontata in prima persona dalla dea Persefone. Quella che è sempre stata protagonista muta e quasi inconsapevole nel mito, scopriamo essere in realtà una donna forte e una dea estremamente potente, una figura femminile a tutto tondo che non solo non si lascia trasportare dalle situazioni, ma prende in mano il suo destino e decide per sé in tutto e per tutto.

Il mito lo conosciamo tutti: Ade, il signore dell’Averno, si invaghisce della dea della Primavera e la rapisce per farne la sua regina. Demetra, madre di Persefone, impazzisce per la scomparsa della figlia e fa cadere il mondo in un inverno perenne. Il mito si conclude quindi con l’accordo tra Ade e Demetra in cui si dividono il tempo e la compagnia di Persefone.

Nel mito però non c’è traccia del pensiero della dea, dei suoi sentimenti e tanto meno delle sue opinioni. Un modo di raccontare un po’ troppo maschilista che ci priva del punto di vista della protagonista che è invece una eroina moderna, capace di insegnarci l’emancipazione e la lotta per affermare il proprio io. Persefone non ci sta a lasciare che gli altri decidano per lei e per la sua vita, che, in quanto dea, è eterna, ignorando i suoi sentimenti e il suo volere.

In un mondo dove la regola è che i matrimoni vengano combinati, Persefone sceglie di amare Ade ancora prima che il dio dell’Averno la rapisca, e continua a sceglierlo anche dopo, quando avrebbe la possibilità di fuggire o comunque di ritornare da sua madre, lei decide di rimanere al fianco del marito, di onorare il suo matrimonio. Questo nonostante l’Oltretomba non sia adatto alla Primavera.

È una donna forte Persefone, che riesce ad addolcire Ade, scontroso e taciturno, riesce ad imporsi al volere della madre e a tenere testa persino a Zeus, sovrano degli dei nonché suo padre; è una donna vera, consapevole del proprio corpo e della propria femminilità, capace di essere gentile con tutti come di mettere in atto una ribellione spietata, in grado di mettere in ginocchio l’umanità intera.

Persino Zeus, alla fine, si rende conto che quella sua figlia, a lungo ignorata e creduta una vuota fanciulla innamorata dei suoi fiori, è in realtà una dea potente e volitiva, capace di far rispettare il proprio volere.

D’altro canto anche Ade è un ottimo personaggio: lui è la morte e come tale non può che essere un uomo implacabile, inflessibile ma inevitabilmente giusto. La morte non fa preferenze, non guarda chi è ricco o povero, bello o brutto, raccomandato o meno; la morte è uguale per tutti e così è il dio che la governa. All’apparenza freddo e taciturno, Ade è però capace di piccoli slanci d’affetto nei confronti della sua sposa, piccoli ma che riferiti ad un simile personaggio risultano enormi e fanno capire che il rapimento di Persefone non è mai stato un capriccio. A differenza del fratello Zeus, Ade non ha rapito una fanciulla a caso in preda ad un desiderio momentaneo: ha rapito Persefone perché è lei che vuole accanto, ora e per sempre.

Il libro in generale è ben scritto, utilizza un tono aulico ben dosato, mai banale o fastidioso, anche se si perde un po’ nel raccontare la ribellione di Persefone. Ecco quest’ultima parte è un po’ confusionaria, si capisce poco cosa l’autrice ci stia descrivendo e dove voglia portare la storia. Quasi come se fosse stata scritta un po’ troppo frettolosamente. Questa parte avrebbe invece meritato molta più attenzione e cura e forse il libro sarebbe stato un piccolo gioiello, rasentando la perfezione.

Peccato, ma nel complesso rimane comunque un bel libro che merita di essere letto anche da chi non ama particolarmente i miti o da chi non si è mai avvicinato ad essi.



Leggi tutto...

lunedì 27 novembre 2017

Perché a me Justice League è piaciuto



Non ho mai fatto mistero di essere un’amante della DC Comics, dei suoi personaggi così tormentati e delle sue atmosfere cupe. Batman è da sempre il mio supereroe preferito, insieme a Green Arrow e Black Canary, e non ho mai nascosto di sopportare poco la Marvel.
Per questo motivo Justice League era il film che più attendevo nel 2018; in parte perché speravo in una rinascita del DCEU (che dopo Wonder Woman non sembrava più così improbabile) in parte perché volevo vedere i pettorali di Momoa formato gigante! XD
Bene, ieri sera l’ho visto e … mi è piaciuto e molto anche! Sono uscita dalla sala con gli occhi a cuoricino e la bocca che non riusciva a dire altro se non “Che spettacolo!” … no, in realtà ho utilizzato un termine più colorito, ma non mi sembra il caso di replicare … XD
L’ho amato dall’inizio alla fine e adesso vi spiego il perché, punto per punto.



In molti si sono lamentati che la trama di JL è troppo semplice e lineare. A parte il fatto che la storia è in tutto e per tutto simile a quella del primo Avengers (e su questo sì che ci sarebbe da ridire …), ma in ogni caso quando vado al cinema a vedere un cinecomics non mi aspetto di certo una trama complicata o un film da premio oscar. Voglio i supereroi, le botte e gli effetti speciali. That’s all.
È stato anche più e più volte criticato l’antagonista, Steppenwolf, privo, a parere dei detrattori, di spessore, di personalità. Si voleva un cattivo più a tutto tondo, con un passato incasinato, un presente da redimere e un futuro in catene, forse. Un personaggio più approfondito e più interessante.
Peccato che Steppenwolf non sia il fulcro del film, bensì la causa scatenate e per questo non necessiti di più spazio di quello che ha avuto. Capiamoci, è il ritorno di Steppenwolf, il suo cercare le scatole madri per la conquista della Terra, che mette in moto tutto, MA questo non è il centro della vicenda.
La chiave di JL è la creazione stessa della squadra, come in Avengers il fulcro di tutto non era Loki … e suvvia, diciamocelo, in confronto a Steppenwolf, Loki è un nemico ridicolo!



Quello che il film ci vuole raccontare è come Batman riesce a mettere insieme sei supereroi con, e nonostante, l’aiuto di Wonder Woman; ci racconta di un Batman che si vede costretto, suo malgrado, a capire la sua umanità e ad ammettere di non poter combattere da solo, come ha sempre fatto.

“Sono felice che sai fare di nuovo il gioco di squadra”
Magari non per molto”


La forza dell’eroe di Ben Affleck, a differenza di quello di Christian Bale, è proprio questa: la comprensione dei propri limiti umani (non dimentichiamoci che Batman è l’unico senza superpoteri), l’età che avanza (venti anni di servizio a Gotham) e la consapevolezza di non potercela fare da solo.

Quali sono i tuoi super poteri?”
Sono ricco!”

Bruce Wayne deve mettere da parte il suo orgoglio e il suo brutto carattere in nome di un bene più grande, ed ammettere che Superman non è solo utile, ma indispensabile alla squadra. Un bel passo avanti rispetto a BvS!
In tutto questo si innestano gli altri personaggi, tutti con dei conti in sospeso:
Wonder Woman/Diana Prince ha un passato doloro da lasciarsi alle spalle per riuscire ad accettare il suo ruolo di leader; Cyborg/Victor Stone che, analogamente, ha bisogno di trovare il suo ruolo. E Flash/Barry Allen alla disperata ricerca di un gruppo in cui non sentirsi isolato.



A proposito di Flash, il personaggio è stato molto criticato per le sue battute e per il suo essere la spalla comica del gruppo; a mio parere, invece, la caratterizzazione è abbastanza aderente al personaggio: Barry Allen è ancora un ragazzino in JL, che si è trovato con superpoteri che non sa bene come gestire e cosa comportano; un ragazzino asociale in cerca e di qualcuno che lo capisca. In quest’ottica le sue battute e il suo carattere brillante non sono poi così fuori luogo. E poi dai, nessuno ha storto il naso per il bimboragno di Civil War!
Il meno caratterizzato è forse Aquaman, ma di lui avremo nel 2018 la pellicola dedicata e in più non dimentichiamoci che si trova al di fuori del suo elemento naturale. Senza l’acqua Aquaman non è altro che un fortissimo picchiatore, ma di fatto non ha nessuno con cui confrontarsi. Attendiamo quindi …



Justice League è, per me, un film godibile, ben bilanciato nei toni e nel ritmo; visivamente è, a parer mio, un ottimo prodotto, né troppo oscuro, né troppo cartoonesco; nessun personaggio è preponderante, anzi ognuno fa il suo per il ruolo che ha. La componente drammatica e i toni cupi, tanto criticati in BvS, vengono alleggerite da battute che però non risultano mai fuori luogo o esagerate. Forse non un capolavoro, ma di sicuro un film godibile e apprezzabile anche da chi non conosce del tutto i fumetti da cui sono tratti (a differenza di BvS).
Nell’anno in cui la Marvel ha tirato fuori un film di qualità media (I Guardiani della Galassia 2) e una vera ciofeca (Thor: Ragnarok), la DC vince a mani basse con due pellicole ben fatte, quali Wonder Woman e Justice League.

Con buona pace della critica.  
Leggi tutto...